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Intervento della una compagna Nina Leone
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conferenza stampa di Landini su risultato referendum/ricatto a Pomigliano
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Riportiamo di seguito la clausola che permette il licenziamento libero, contro lo Statuto dei lavoratori e la Costituzione:

"15. Clausole integrative del contratto individuale di lavoro Le Parti convengono che le clausole del presente accordo integrano la regolamentazione dei contratti individuali di lavoro al cui interno sono da considerarsi correlate ed inscindibili, sicché la violazione da parte del singolo lavoratore di una di esse costituisce infrazione disciplinare di cui agli elenchi, secondo gradualità, degli articoli contrattuali relativi ai provvedimenti disciplinari conservativi e ai licenziamenti per mancanze e comporta il venir meno dell’efficacia nei suoi confronti delle altre clausole."

 

- Statuto Fiom,

art. 7 - Democrazia sindacale

f) "È fatto espressamente divieto di sottoporre al voto tutto ciò che riguarda i diritti indisponibili delle lavoratrici e dei lavoratori."

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COMUNICATO STAMPA

 

Fiat/3. Landini (Fiom): “Grande riuscita dello sciopero a Mirafiori. Dagli stabilimenti la migliore risposta al ricatto dell’Azienda”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

 

“Mirafiori si ferma, a Melfi la Fiom torna ad essere il primo sindacato nelle elezioni delle Rsu, alla Sevel i lavoratori scioperano e firmano l’appello rivolto a Marchionne, appello che stanno firmando anche a Cassino.”

“Quando le lavoratrici e i lavoratori della Fiat si possono liberamente esprimere, lo fanno per contrastare l’accordo separato di Pomigliano.”

“L’Assemblea degli iscritti Fiom di Pomigliano e i Comitati direttivi dei metalmeccanici Cgil di Napoli e della Campania hanno condiviso all’unanimità il giudizio espresso dal Comitato Centrale della Fiom, quindi l’impossibilità di firmare il testo imposto dalla Fiat e l’illegittimità di un referendum che avviene sotto il ricatto dei licenziamenti e viola norme della Costituzione.”

“Per far funzionare meglio le imprese, sono decisivi il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori e il confronto negoziale fondato sulla pari dignità delle parti. La decisione della Fiat di cancellare i diritti fondamentali e di costruire rapporti fondati sul ricatto, anziché sul consenso, costruisce solo conflitto e malcontento.”

“La Fiat ascolti la voce libera dei suoi dipendenti che, in questi giorni, si stanno esprimendo e vogliono lavoro e diritti.”

“La Fiat rifletta sull’opportunità di imporre a Pomigliano un referendum sotto ricatto, il cui esito è già scritto.”

 

Fiom-Cgil/Ufficio stampa 

Roma, 18 giugno 2010

 

COMUNICATO STAMPA

 

Fiat/2. Fiom: corteo di scioperanti attorno a Mirafiori.

 

 

I lavoratori delle Carrozzerie della Fiat di Mirafiori, che stamani a Torino hanno attuato uno sciopero di 2 ore, dopo essere usciti dalla Porta 2 dello stabilimento, in corso Settembrini, si sono recati in corteo fino al viale Unione Sovietica dove hanno raggiunto la Porta 5, quella antistante la palazzina degli uffici.

Secondo quanto dichiarato dal Segretario generale della Fiom di Torino, Federico Bellono, il corteo era composto da oltre un migliaio di lavoratori che sono scesi in lotta “considerando che la vicenda dell’accordo separato relativo allo stabilimento di Pomigliano li riguarda direttamente in quanto lavoratori e in quanto dipendenti del gruppo Fiat”.

 

 

 

Fiom-Cgil/Ufficio stampa 

Roma, 18 giugno 2010

COMUNICATO STAMPA

 

Fiat/1. Fiom: sciopero in corso alle Carrozzerie di Mirafiori.

 

 

Alle Carrozzerie di Mirafiori è in corso, stamattina, uno sciopero. Si è formato un corteo di lavoratori che sono usciti dalla Porta 2 dello stabilimento in corso Settembrini.

Scopo dell’iniziativa di lotta, in solidarietà con i dipendenti dello stabilimento auto di Pomigliano, è quello di dire alla Fiat che i lavoratori non intendono rinunciare ai propri diritti.

 

 

Fiom-Cgil/Ufficio stampa 

Roma, 18 giugno 2010

 


 


 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Fiat/5. Fiom: salite a 2.500 le firme in calce all’appello a Marchionne lanciato dai lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori. Assemblea alle Presse. La Sevel sciopera anche al 2° turno

 

La Fiom di Torino ha reso noto che questa mattina si è svolta al reparto Presse dello stabilimento della Fiat Mirafiori un’assemblea “cui hanno partecipato oltre 400 lavoratori”. “Nel corso dell’assemblea - prosegue il comunicato - è stata votata all’unanimità la lettera aperta a Marchionne promossa ieri dai delegati delle Carrozzerie di Mirafiori su sollecitazione dei lavoratori.”

Dopo aver votato l’adesione alla lettera - racconta il comunicato - i lavoratori sono usciti in corteo fino ai cancelli del reparto.

Tra ieri e oggi la lettera aperta a Marchionne è già stata firmata da oltre 2.500 lavoratori nel solo reparto delle Carrozzerie.

Sempre nell’ambito del movimento in corso negli stabilimenti italiani del Gruppo Fiat in solidarietà con i dipendenti dello stabilimento di Pomigliano, alla Sevel di Atessa anche al 2° turno si è svolto uno sciopero di 2 ore con assemblea. L’iniziativa di lotta, promossa dalla Fiom-Cgil, sarà reiterata nel corso del 3° turno.

 

Fiom-Cgil/Ufficio stampa 

 

Roma, 17 giugno 2010

COMUNICATO STAMPA

Fiat. Masini (Fiom):

“Continuiamo a portare avanti la trattativa sullo stabilimento auto di Pomigliano d’Arco affinché nell’Azienda prevalgano elementi di ragionevolezza” Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, ha rilasciato in serata la seguente dichiarazione. “Si è svolto oggi, a Torino, l’annunciato incontro tra la Fiat e i sindacati dei metalmeccanici sul futuro dello stabilimento auto di Pomigliano d’Arco.” “La Fiat ci ha consegnato un testo modificato rispetto a quello datoci nei giorni scorsi. Questo testo, purtroppo, continua a presentare proposte che non sono solo complicate per ciò che riguarda la nostra possibilità di accettarle, ma forse anche illegittime da un punto di vista del sistema dei diritti vigente in questo Paese e, comunque, non inerenti ai temi che appaiono fondamentali per il rilancio dello stabilimento di Pomigliano.” “La Fiat ha dato qualche risposta alle questioni poste dai sindacati in materia di orari, turnazioni e prestazioni di lavoro, ma è rimasta invece molto rigida sulle questioni che a noi paiono estranee rispetto alla natura del negoziato. Su questo terreno, l’Azienda ha avanzato oggi delle proposte, se possibile, perfino peggiorative del testo precedente.” “In questa vertenza sono in gioco migliaia di posti di lavoro e una parte decisiva del nostro sistema industriale. Si tratta di una sfida evidentemente molto importante. Proprio per questo continuiamo a stare agganciati alla trattativa rispetto alla quale ci proponiamo di operare affinché nella Fiat prevalgano elementi di ragionevolezza.” “Per parte nostra, continueremo a restare al tavolo fino all’ultimo minuto e anche dopo l’ultimo minuto.”

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa Roma, 8 giugno 2010

mirafiori porta 2, 20 maggio 2010. dopo il rifiuto della rsu a convocare le assemblee per discutere il piano industriale Fiat, nonostante le 2200 firme dei lavoratori a sostegno della richiesta, la Fiom improvvisa l'assemblea davanti ai cancelli.
mirafiori porta 2, 20 maggio 2010. dopo il rifiuto della rsu a convocare le assemblee per discutere il piano industriale Fiat, nonostante le 2200 firme dei lavoratori a sostegno della richiesta, la Fiom improvvisa l'assemblea davanti ai cancelli.
mirafiori porta 2, 20 maggio 2010. assemblea e volantinaggio davanti ai cancelli
mirafiori porta 2, 20 maggio 2010. assemblea e volantinaggio davanti ai cancelli
mirafiori porta 2, 20 maggio 2010. Dopo la mancata convocazione delle assemblee da parte della rsu, il responsabile della Vlega Fiom Edi Lazzi improvvisa l'assemblea davanti i cancelli della fabbrica al cambio turno. In mano i fogli con le 2200 firme
mirafiori porta 2, 20 maggio 2010. Dopo la mancata convocazione delle assemblee da parte della rsu, il responsabile della Vlega Fiom Edi Lazzi improvvisa l'assemblea davanti i cancelli della fabbrica al cambio turno. In mano i fogli con le 2200 firme
mirafiori porta 2, 20 maggio 2010. all'iniziativa partecipa il segretario provinciale della Fiom Federico Bellono
mirafiori porta 2, 20 maggio 2010. all'iniziativa partecipa il segretario provinciale della Fiom Federico Bellono
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COMUNICATO STAMPA 

 

  

Fiat. Rinaldini (Fiom): “Prendiamo atto positivamente delle novità del piano industriale ma rimane inaccettabile la scelta di chiudere Termini Imerese”

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

 

“Il piano industriale presentato dall’Amministratore delegato della Fiat, Marchionne, contiene indubbi elementi di novità a partire dall’obbiettivo di produrre nel nostro Paese 1.400.000 automobili nel 2014. Prendiamo quindi atto positivamente della sostanziale modifica di quanto previsto in precedenza dall’Azienda.”

“Nello stesso tempo, rimane invece incomprensibile e inaccettabile la scelta di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, tanto più a fronte di una ipotesi di crescita della produzione totale di automobili. Non condividiamo piani industriali che prevedano la chiusura di un intero stabilimento e il licenziamento di tutti i suoi dipendenti.”

“L’incremento della produzione è previsto dall’Azienda a partire dal secondo semestre del 2011, ovvero dallo stesso periodo in cui dovrebbe avere inizio la nuova attività dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Va sottolineato che per il 2010, e per il primo semestre 2011, si accentua il calo della produzione, con una previsione di caduta del mercato dell’auto del 10% in Europa e del 18% in Italia. Questo significa che i prossimi mesi saranno segnati da un esteso e diffuso ricorso alla Cassa integrazione per gran parte degli stabilimenti Fiat e dell’intera filiera dell’auto.”

“Ci troviamo quindi di fronte, a una situazione di vera emergenza sociale. Si tratta di un problema che chiama in causa il Governo e la Fiat sia per l’ estensione della durata della Cassa integrazione, che per i livelli e le forme dell’integrazione al reddito.

“Inoltre, nulla è stato specificato sull’insieme della filiera produttiva dell’auto e sulle conseguenti ricadute occupazionali che dovranno essere oggetto di uno specifico incontro.”

“In generale, e in particolare per lo stabilimento di Pomigliano, la Fiat ha posto ai sindacati una serie di condizioni relative alle modalità di impiego dei lavoratori.”

“La Fiom è disponibile alla trattativa che, in quanto tale, non prevede la firma apposta dai sindacati in calce a testi scritti sotto dettatura. Nulla impedisce alla Fiat di procedere nei suoi piani di investimento. Per quanto ci riguarda, il consenso delle lavoratrici e dei lavoratori interessati agli accordi è vincolante rispetto ai nostri comportamenti.”

“Proponiamo alle altre organizzazioni sindacali dei metalmeccanici di promuovere nei prossimi giorni assemblee unitarie allo scopo di informare direttamente i lavoratori di quanto è stato detto ieri dalla Fiat.”


 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 22 aprile 2010

 

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Fiat. Il 21 aprile l'azienda presenta il piano 2010-2014 per Fiat e Chrysler. Giornata di mobilitazione a Torino

Fiat. Rinaldini (Fiom): “Il 21 aprile, in occasione dell’Investor Day, porteremo a Torino le preoccupazioni dei lavoratori e le nostre proposte per il rilancio del settore auto”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.
 

“Il 21 aprile prossimo, la Fiat presenterà agli analisti e agli investitori il piano 2010-2014 per il Gruppo Fiat e per Chrysler.”

“Il Governo, nell’incontro svoltosi a Palazzo Chigi il 22 dicembre 2009, si era impegnato a convocare tavoli su tutti i singoli settori di attività del Gruppo e sugli ammortizzatori sociali.”

“Di questo impegno si è ormai persa traccia e pare evidente che il Governo, d’intesa con la stessa Fiat, voglia rinviare nel tempo ogni confronto.”

“Nei fatti, il Governo rinuncia a svolgere una politica industriale e lascia alla Fiat, sempre più internazionalizzata, totale libertà di manovra, intervenendo solo sulle ricadute delle sue scelte.”

“La Fiom è convinta che le scelte del più grande gruppo industriale attivo in Italia riguardino tutto il Paese e, in primo luogo, i lavoratori. Non siamo disposti a svolgere un ruolo subalterno e per questo porteremo a Torino, in occasione del cosiddetto Investor Day, le preoccupazioni dei lavoratori sulle prospettive industriali e occupazionali del Gruppo, la protesta per i comportamenti della Fiat e del Governo e le proposte per il rilancio del settore automotive.”

“La Fiom informerà di questa iniziativa il Consiglio aziendale europeo di Fiat e la Federazione europea dei metalmeccanici.”

“La Fiom si rivolge ai lavoratori, alle Rsu e alle altre organizzazioni sindacali affinché la giornata del 21 aprile sia una giornata unitaria di mobilitazione e presenza a Torino.”

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 1° aprile 2010

Comunicato sindacale su Fiat

 

Il 21 aprile la Fiat presenterà agli analisti e agli investitori il piano 2010-2014 per il gruppo Fiat e per Chrysler.

Il Governo nell’incontro a Palazzo Chigi del 22/12/2009 si era impegnato a convocare tavoli su tutti i singoli settori di attività del Gruppo e sugli ammortizzatori sociali.

Di questo impegno si è ormai persa traccia e pare evidente che il Governo, d’intesa con la Fiat, vuole rinviare nel tempo ogni confronto.

Nei fatti il Governo rinuncia a svolgere una politica industriale e lascia alla Fiat, sempre più internazionalizzata, totale libertà di manovra intervenendo solo sulle ricadute delle scelte.

La Fiom è convinta che le scelte del più grande gruppo industriale riguardano tutto il Paese e in primo luogo i lavoratori. Non siamo disposti a svolgere un ruolo subalterno e per questo porteremo il 21 aprile a Torino, giorno dell’investitor-day, le preoccupazioni per le prospettive, la protesta per il comportamento della Fiat e del Governo e le proposte per il rilancio dei settori Automotive.

La Fiom informerà di questa iniziativa il Consiglio aziendale europeo di Fiat e la Federazione europea dei metalmeccanici.

La Fiom si rivolge ai lavoratori, alle Rsu e alle altre organizzazioni sindacali affinché la giornata del 21 aprile sia una giornata unitaria di mobilitazione e presenza a Torino.


Fiom nazionale

Roma, 31 marzo 2010

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12 marzo2010:

sciopero generale CGIL

in piazza per

'Lavoro, Fisco e Cittadinanza'

 

PRIMO MARZO 2010

SCIOPERO DEGLI STRANIERI

La Fiom aderisce all’iniziativa promossa dal “coordinamento nazionale 1° marzo”, in occasione di analoghe mobilitazioni che si svolgeranno in altri paesi europei, contro ogni forma di discriminazione e di negazione dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori stranieri.

clicca su:

http://www.fiom.cgil.it/sindacale/migranti/comunicati/c_10_02_25.htm

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Fiat Group. Lettera del coordinamento delegati Fiom-Cgil 18 febbraio 2010
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COMUNICATO STAMPA

 

Fiat/2. Fiom: tra il 50 e l’80% le adesioni allo sciopero unitario attuato oggi nel Gruppo

 

Secondo il Coordinamento nazionale auto della Fiom-Cgil, lo sciopero proclamato per oggi unitariamente nel gruppo Fiat da Fim, Fiom, Uilm e Fismic ha avuto significative adesioni che si collocano, nei vari stabilimenti, tra il 50% e l’80%, con punte anche superiori in alcune fabbriche.

Questi sono i dati pervenuti al centro nazionale della Fiom entro le ore 17:00 di oggi.

Torino. Adesioni medie del 50% nei vari stabilimenti, con punte del 70% in alcune aree di Mirafiori e del 100% alla lastratura ex Itca di Grugliasco.

Milano. Vigorosa manifestazione sotto la sede della Regione Lombardia. Ad essa hanno partecipato i lavoratori provenienti da Arese e da altri stabilimenti della provincia.

Corbetta (Milano). Buona adesione allo sciopero del locale stabilimento della Magneti Marelli. Al presidio realizzato fuori dalla fabbrica dagli scioperanti, hanno partecipato alcune decide di lavoratori tedeschi in lotta contro l’annunciata delocalizzazione della fabbrica in cui essi sono occupati a Reutlingen.

Modena. Massiccia adesione allo sciopero (oltre l’80%) alla Ferrari, alla Maserati e nei due stabilimenti Cnh nella provincia emiliana.

Crevalcore (Bologna). Nel locale stabilimento della Magneti Marelli, è stata registrata una delle adesioni più alte della giornata: oltre il 90%.

Cassino (Frosinone). Nel grande stabilimento auto della cittadina laziale, l’adesione allo sciopero si colloca al 55%. Molto buona la partecipazione dei giovani.

Atessa (Chieti). Alla Sevel, che con i suoi 5.500 addetti costituisce uno dei più grandi stabilimenti industriali del Mezzogiorno, è stata registrata un’adesione allo sciopero del 70%.

San Nicola di Melfi (Potenza). Nel più grande stabilimento auto del Mezzogiorno lo sciopero è cominciato nel corso della notte tra il 2 e il 3 febbraio. I primi a scendere in lotta, infatti, sono stati infatti i lavoratori del turno notturno, quello che andava dalle 22:00 di martedì alle 06:00 del mattino di mercoledì.

Termini Imerese (Palermo). L’adesione allo sciopero ha superato qui l’80%. Alla manifestazione tenuta in mattinata fuori dalla fabbrica, ha partecipato il Segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini.

Alla Fma di Pratola Serra (Avellino), uno sciopero di 8 ore è stato indetto per la giornata di venerdì 5 febbraio. Infatti, dopo tre mesi di Cassa integrazione straordinaria, i dipendenti della Fma sono tornati oggi in fabbrica, con la prospettiva di essere rimessi in Cassa integrazione dopo una sola settimana di lavoro. Nella giornata di giovedì 4, i sindacati dei metalmeccanici terranno assemblee per illustrare ai lavoratori i motivi dell’iniziativa di lotta.

Negli altri stabilimenti del gruppo Fiat, tra cui l’Iveco di Brescia, l’Iveco di Suzzara (Mantova) e la Fiat auto di Pomigliano d’Arco, in cui lo sciopero non è stato effettuato oggi a causa delle turnazioni nel ricorso alla Cassa integrazione, lo sciopero sarà effettuato nei prossimi giorni.

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 3 febbraio 2010

 

COMUNICATO STAMPA

 

Fiat/1. Masini (Fiom): “Buona adesione dei lavoratori allo sciopero di oggi. L’annunciata chiusura di Temini Imerese mostra che esiste un problema per il futuro industriale del Gruppo in Italia”

 

Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“L’incantesimo si è rotto. La buona adesione che ha avuto oggi lo sciopero dei lavoratori del gruppo Fiat e, in particolare, la forte partecipazione che ad esso hanno dato i lavoratori più giovani negli stabilimenti in cui sono presenti in misura significativa, ci dice che i dipendenti del Gruppo hanno compreso che all’immagine positiva che circonda oggi il management Fiat non corrisponde necessariamente una realtà altrettanto positiva per il futuro industriale del Gruppo in Italia.”

“In particolare, i lavoratori del gruppo Fiat hanno compreso che l’annunciata chiusura dello stabilimento di Termini Imerese non è solo un fatto di per se gravissimo per ciò che comporta per i loro compagni ivi occupati. Essi hanno compreso che tale annuncio mostra che esiste un problema che riguarda per intero il futuro della presenza del gruppo Fiat in Italia e, con ciò, il futuro dell’Italia come grande Paese industriale.”
 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
 

Roma, 3 febbraio 2010

Fiat: lezione pratica di imperialismo

di Gilberto Vlaic

03/02/2010

 

Il 1° febbraio 2010 la FIAT si è ufficialmente impossessata della fabbrica auto Zastava a Kragujevac (Serbia), che d'ora in avanti dovrebbe chiamarsi Fiat Auto Serbia. Rajka Veljovic, dell'ufficio adozioni a distanza del Sindacato “Samostalni” ci ha descritto una situazione drammatica.
La FIAT ha mantenuto in produzione, con contratto a tempo determinato di due mesi, 500 operai e con contratto di tre mesi 100 impiegati. Sul contratto non è indicato l’ammontare del salario. I giornali Novosti e Politika ipotizzano oggi che il salario medio sarà di 250 euro.
Gli altri lavoratori, oltre 2000, sono fuori dalla fabbrica e per loro si è genericamente parlato di cassa integrazione, ma al momento senza alcuna precisazione.
Il Sindacato non ha da oggi alcuna agibilità in fabbrica. La situazione che si va delineando è la più drammatica vissuta da questi lavoratori dai bombardamenti della NATO sulla loro fabbrica nel 1999.
Sostenere poi (come fanno alcune trasmissioni televisive italiane ed alcuni giornalisti) che in questo momento i lavoratori serbi stanno di fatto togliendo il lavoro agli operai italiani è inaccettabile. Non è alimentando guerre fra poveri che si battono le politiche liberiste e selvagge del nostro tempo.
Da parte nostra cercheremo di portare a questi lavoratori tutta la nostra solidarietà materiale, come abbiamo fatto sempre in questi dieci anni.

COMUNICATO STAMPA

 

Fiat. Rinaldini (Fiom): “L’Azienda un giorno annuncia la distribuzione degli utili, il giorno dopo la Cig. Si tratta di uno schiaffo alla condizione dei lavoratori”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.
 

“La Fiat ieri ha annunciato che distribuirà agli azionisti il dividendo di 237 milioni di euro e oggi comunica la cassa integrazione per 2 settimane di tutti gli stabilimenti dell’auto e dei veicoli commerciali. La situazione è paradossale, tenuto conto che nel frattempo l’Azienda ha licenziato 38 lavoratori precari di Pomigliano e 16 di Termini Imerese.”

“La Fiat da un lato licenzia, dall’altro distribuisce gli utili. Questo è uno schiaffo alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno perso il lavoro o che da tempo sono in cassa senza alcuna integrazione al reddito da parte dell’Azienda.”

“E, alla vigilia dell’incontro previsto per il 29 gennaio, utilizza un’operazione di blocco della produzione come strumento di pressione nei confronti del Governo e di risparmio per quanto riguarda la liquidità finanziaria del Gruppo.”

“Nel denunciare l’atteggiamento inaccettabile della Fiat, ribadiamo la necessità che il confronto avvenga, a partire da Termini Imerese, sull’insieme delle aziende del Gruppo e confermiamo lo sciopero unitario del 3 febbraio.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 26 gennaio 2010

COMUNICATO STAMPA

 

Fiat. Rinaldini (Fiom): “Il 3 febbraio chiamiamo alla lotta i lavoratori di tutti gli stabilimenti e di tutti i settori del Gruppo”

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

 

“Credo vada sottolineato che lo sciopero che i sindacati dei metalmeccanici hanno proclamato oggi unitariamente non riguarda solo gli stabilimenti auto, ma l’intero Gruppo Fiat, compresi anche veicoli industriali, macchine agricole e movimento terra, componentistica. Lo sciopero è stato quindi fissato per il 3 febbraio, perché un’iniziativa di lotta di queste dimensioni va preparata con assemblee in tutti gli stabilimenti del Gruppo.”

“L’Amministratore delegato del Gruppo Fiat, Marchionne, continua a rilasciare dichiarazioni relative alle sue intenzioni di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. A lui rispondiamo con questo sciopero. Ma va anche detto che l’iniziativa di lotta non riguarda solo la questione di Termini Imerese ma anche quelle di Pomigliano e, più in generale, la situazione del Gruppo, a partire dalle pessime relazioni che l’Azienda ha stabilito con i sindacati.”

“La Fiat si comporta con noi come una multinazionale americana che ci comunica decisioni già assunte. A ciò si aggiunga che l’Azienda non ha fin qui tirato fuori di suo un solo euro per sostenere i redditi dei lavoratori falcidiati da periodi sempre più lunghi di ricorso alla Cassa integrazione. Come non bastasse, la Fiat si è comportata in modo sprezzante rispetto alla questione dei 36 lavoratori a tempo determinato non confermati presso lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, disertando una convocazione del Prefetto di Napoli per un incontro con Istituzioni locali e sindacati.”

“Nell’ultimo incontro con il Governo, il 22 dicembre 2009, la Fiat ha istituito una comparazione non seria e inaccettabile tra le auto prodotte da alcuni dei principali stabilimenti esteri, come quelli di Betim e di Tychi e quelli italiani. E’ infatti del tutto ovvio che se in Italia viene fatto largo uso della Cassa integrazione, mentre in Brasile e Polonia vengono imposti straordinari e lavoro festivo, in questi due paesi saranno prodotte più auto che in Italia.”

“Va invece ribadito che l’Italia è un paese importatore netto di autovetture e che le misure prese per la rottamazione, relative ai veicoli di cilindrata inferiore, sostengono solo in parte la produzione effettuata negli stabilimenti italiani, mentre favoriscono una più ampia domanda per i modelli fabbricati in Polonia. In conclusione, in Italia non esiste una situazione di sovracapacità produttiva.”

“E’ quindi del tutto evidente che non si può pensare di chiudere nessuno stabilimento nel nostro Paese. Ed è appena il caso di ricordare che, nel giugno dell’anno scorso, a Palazzo Chigi, lo stesso Marchionne si era impegnato in tal senso. Per noi, lo stabilimento di Termini Imerese deve continuare a produrre autovetture. E’ la Fiat che deve farlo. In caso contrario, siano la Fiat e il Governo a formulare una proposta alternativa. Ma sia chiaro che questa proposta non può riguardare l’apertura di qualche centro commerciale. Sempre di produzione deve trattarsi e, in particolare, di produzione di auto.”


Fiom-Cgil/Ufficio stampa

 

Roma, 14 gennaio 2010

 

Comunicato sindacale

 

Il 7 gennaio si è riunito a Termini Imerese l’Esecutivo del Coordinamento nazionale del Gruppo Fiat per esaminare la situazione dopo la presentazione del Piano Industriale nell’incontro del 22 dicembre a Palazzo Chigi.

La Fiom ribadisce il giudizio complessivamente negativo sul Piano, poiché per l’insieme dei Settori (auto, veicoli commerciali e industriali, macchine agricole e movimento terra, motori e componentistica) non prevede condizioni di sviluppo.

Inoltre la decisione di Fiat di chiudere lo stabilimento di Termini Imerese, che si somma agli annunci di cessazione di Arese e di Imola, è inaccettabile e svela la volontà del Gruppo di ridurre la produzione di autoveicoli in Italia, con pesanti ricadute occupazionali su tutta la filiera produttiva e la componentistica.

La Fiom denuncia, nello stesso tempo, il comportamento della Fiat che sta affrontando la crisi senza assumersi alcuna responsabilità sociale: continuando a cacciare i lavoratori precari (ultimi in ordine di tempo a Pomigliano e nella logistica), non integrando sotto alcuna forma il trattamento di Cig, volendo ancora ridurre il Premio di Risultato, ricorrendo sistematicamente a una gestione unilaterale della forza lavoro e delle stesse libertà sindacali.

La Fiom ritiene urgente sostenere, con la mobilitazione nazionale dei lavoratori di tutto il Gruppo, il confronto per i diversi settori della Fiat, a partire dall’Auto, e sull’adeguamento degli ammortizzatori sociali, presso la Presidenza del Consiglio.

La Fiom proporrà e discuterà delle necessarie iniziative di lotta nella riunione unitaria delle Segreterie Fim, Fiom, Uilm e Fismic, fissata per il 14 gennaio.

Nel caso di Termini Imerese, la Fiom appoggerà tutte le iniziative che saranno decise territorialmente con il confronto e il consenso dei lavoratori.

 

Esecutivo coordinamento nazionale Gruppo Fiat

 

Termini Imerese, 7 gennaio 2010

Fiom informa in Fiat n.6
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su ERGO UAS
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COMUNICATO STAMPA

 

Accordo separato. Fiom: “Fim e Uilm danno i numeri di una consultazione truffa”

 

“Secondo Fim e Uilm il 96% dei loro iscritti avrebbe votato ed il 94% avrebbe approvato l’accordo separato.”

“Un risultato da fare invidia ai regimi più disinvolti sul piano elettorale, seppur in assenza degli osservatori dell’Onu.”

“La credibilità dei dati si commenta da sola.”

“Lo sanno bene le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici, anche quelli iscritti a Fim e a Uilm che, laddove è stato permesso loro di esprimersi, hanno respinto l’accordo separato e sonoramente contestato le due Organizzazioni Sindacali.”

“Non a caso Fim e Uilm si sono rifiutate di realizzare un certificato e regolare referendum tra tutti i dipendenti metalmeccanici e si sono sistematicamente sottratte ad un confronto democratico e unitario nelle assemblee.”

“La realizzazione poi di una conferenza stampa congiunta tra Fim Uilm, Federmeccanica e Assistal è un nuovo atto di arroganza e un insulto alla categoria dei metalmeccanici.”

“Il fatto stesso che Fim e Uilm suggellino la “loro consultazione” con le controparti spiega meglio di ogni altra cosa che il risultato è stato esattamente quello che avevano deciso dovesse essere.”

“L’accordo separato è illegittimo, non validato dalle lavoratrici e dai lavoratori e, pertanto, la vertenza per il rinnovo del biennio economico è per noi ancora aperta.”

“Inoltre questa vicenda conferma che non è più rinviabile una legge sulla democrazia e sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro, che vincoli gli accordi al voto referendario della maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.”

“Per la Fiom la mobilitazione continua.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 30 novembre 2009

dispositivo finale Comitato Centrale 26 novembre 2009
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Rinaldini (Fiom):

“Occorre unificare le lotte in corso per la democrazia sindacale e per la difesa dell’occupazione anche con uno sciopero generale”

 

“Siamo venuti oggi qui a Curno, davanti ai cancelli della Brembo, perché il padrone di questa azienda è Alberto Bombassei, ovvero un industriale il cui nome è un sinonimo di accordo separato.” Lo ha detto Gianni Rinaldini, Segretario generale della Fiom, parlando al termine della manifestazione indetta dal sindacato dei metalmeccanici Cgil nel paese sito nei pressi di Bergamo.

“Quando Bombassei era Presidente di Federmeccanica - ha spiegato Rinaldini - l’Associazione delle imprese metalmeccaniche ha fatto due accordi separati consecutivi sul Contratto nazionale: quello salariale del 2001 e quello normativo del 2003. Adesso che è vicepresidente di Confindustria, responsabile per le relazioni con i sindacati, l’Associazione degli imprenditori ha fatto due accordi separati sul sistema contrattuale, il 22 gennaio e il 15 aprile di quest’anno, mentre Federmeccanica ha siglato, il 15 ottobre, un’intesa separata sul Contratto della nostra categoria. E, come non bastasse, Bombassei sta anche a capo della struttura interna della Confindustria che controlla l’applicazione, nelle singole categorie, degli accordi separati sul sistema contrattuale.”

“Bombassei e gli industriali italiani che lo hanno seguito - ha affermato Rinaldini - devono sapere che non basta fare accordi con sindacati minoritari per avere il consenso dei lavoratori. Perché se le imprese impongono a questi sindacati accordi inaccettabili per i lavoratori, finisce che questi stessi sindacati non hanno neppure il coraggio di presentare tali intese al voto dell’insieme delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.”

“Fim e Uilm - ha proseguito Rinaldini - dicono che nei giorni che vanno dal 25 al 27 novembre sottoporranno l’intesa del 15 ottobre ai propri iscritti e solo ai propri iscritti. Ma questo è un paradosso perché, nel nostro sistema, un Contratto collettivo vale per tutti gli addetti a un determinato settore produttivo e quindi anche per gli iscritti ad altre organizzazioni e per i lavoratori non sindacalizzati. E il paradosso è ancora più grande se si considera che Fim e Uilm, messe insieme, hanno meno iscritti della sola Fiom. Noi chiediamo quindi che per l’accordo del 15 ottobre si faccia quello che venne fatto 40 anni fa per l’accordo definito nel dicembre 1969: ovvero che venga sottoposto nelle fabbriche e negli uffici al voto di tutti i metalmeccanici.”

“Vedo purtroppo - ha osservato Rinaldini - che non solo Fim e Uilm, ma anche Cisl e Uil insistono a dire che loro i referendum su piattaforme e accordi separati non li vogliono fare. E allora noi abbiamo deciso di lavorare per preparare una proposta di legge di iniziativa popolare da presentare in Parlamento. Una legge che definisca regole precise in materia di misurazione del consenso organizzativo dei sindacati e di democrazia che consentano ai lavoratori di avere l’ultima parola su piattaforme e accordi sindacali.”

“Debbo anche dire - ha concluso Rinaldini – che ho trovato particolarmente incomprensibile la decisione di Federmeccanica, Fim e Uilm di procedere al rinnovo di un contratto normativo la cui validità arrivava, per comune consenso delle parti, fino al 31 dicembre 2011 proprio adesso, ovvero in mezzo alla più grave crisi industriale che il mondo abbia conosciuto da molti anni a questa parte. Non passa giorno che non ci arrivino notizie relative a imprese che intendono ricorrere alla Cassa integrazione, che denunciano esuberi, che effettuano licenziamenti. Tutte le periferie industriali sono ormai piene di presidii, volantinaggi, cortei. Mentre dalle aziende in crisi sale la richiesta di incontri con le Istituzioni locali e con i rappresentanti del Governo, dai Prefetti alle sedi centrali dei Ministeri. Credo quindi che ci siano tutte le condizioni per arrivare a un momento di unificazione delle lotte in corso, sia per ciò che riguarda la democrazia sindacale, sia per ciò che riguarda la difesa degli apparati produttivi e dell’occupazione. Credo, insomma, che ci siano le condizioni perché la Cgil assuma un’iniziativa di sciopero generale.”

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
 

Roma, 6 novembre 2009

10.000 sotto la pioggia, per il contratto e la democrazia nei luoghi di lavoro

Bergamo, 6 novembre 2009

Sciopero generale territoriale e di 4 ore con manifestazione

 

 

Alla manifestazione di Bergamo era presente tutta la segreteria della Fiom a sottolineare che con lo sciopero e la manifestazione si è aperta la settimana di mobilitazione con 4 ore di sciopero e iniziative in tutto il paese

 

http://www.fiom.cgil.it/ccnl/industria/2009/09_10-accordo_separato/c_09_11_06.htm

09_11_04-disdetta_patto.pdf
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Bologna, 30 ottobre 2009:

Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati Fiom-Cgil

Metalmeccanici, la Fiom va alla guerra



Rinaldini a Bologna davanti a 5mila delegati: "Faremo saltare l'accordo separato". Dal 9 al 13 novembre scioperi di 4 ore e cortei. Al via anche le firme per il referendum. Epifani: se il governo non fa nulla, la Cgil si mobiliterà

Scatta la linea dura della Fiom contro l’accordo separato: mobilitazione dal 9 al 13 novembre con un pacchetto di quattro ore di sciopero, manifestazioni e presìdi, che saranno anticipati al 6 novembre a Bergamo, quando nella città lombarda si terrà l’assemblea nazionale dei delegati di Fim e Uilm. Sono soltanto alcune delle decisioni annunciate oggi dal leader delle tute blu Cgil, Gianni Rinaldini, che per circa un’ora ha parlato al Paladozza di Bologna davanti a 5mila delegati Fiom giunti da tutta Italia, interrotto più volte dagli applausi nei passaggi in cui veniva evidenziata la rottura con Cisl e Uil. 

“RAPPORTI UNITARI? IPOCRISIA”. L’assemblea Fiom, è stato lo stesso Rinaldini ad annunciarlo dal palco, ha deciso per la “rottura di tutte le relazioni unitarie a partire dalla disdetta del patto di solidarietà”, con la richiesta di far applicare i contratti azienda per azienda attraverso le Rsu. Il conflitto aperto “non si risolve solo in due mesi”, ha aggiunto Rinaldini, sottolineando che per “reggere agli attacchi all’occupazione” degli ultimi mesi il sindacato userà “tutti gli strumenti a disposizione” perché “questa volta ci vogliono far fuori sul serio. Noi quel modello contrattuale lo vogliamo far saltare perché in questo modo viene calpestata la democrazia e la dignità dei lavoratori”. Ormai quella di mantenere rapporti unitari nelle singole aziende “è una pura ipocrisia”, ribadisce il segretario che si dice disposto a “fare di tutto, in trasparenza, affinché i delegati, azienda per azienda, possano convocare come Rsu assemblee rivolte a tutti i lavoratori”. 

» Epifani all'assembleaLa Cgil si mobiliterà

VIA AL REFERENDUM.
 Poi arriva l’annuncio della raccolta di firme: “La lanceremo fra i delegati che rifiutano l’accordo separato e chiedono il referendum fra tutti i lavoratori e le lavoratrici, siamo in grado di raccoglierne migliaia e migliaia”. Non solo. La Fiom si confronterà anche con giuristi ed esperti di diritto del lavoro: “Vogliamo uscire con una proposta di legge di iniziativa popolare per affermare i diritti dei lavoratori”. L’attacco a Cisl e Uil prosegue: “Basta accettare tutto quello che dice Federmeccanica che si fanno tutti i contratti senza dieci ore di sciopero. L’accordo è pessimo, loro lo giudicano ottimo. Anzi dicono che è tanto più importante perché non hanno fatto dieci secondi di sciopero. Permettetemi una battuta, avrei voluto vederli, Fim e Uilm, proclamare lo sciopero dei metalmeccanici”.

“GIU’ TASSE SU LAVORO E PENSIONI”. 
“Vedo che Marcegaglia dice cose strane. Mi pare che l’Irap sia già stata diminuita in maniera consistente con il cuneo fiscale del governo di centrosinistra. Oggi l’intervento fiscale deve essere sui lavoratori dipendenti e sui pensionati che hanno visto aumentare la pressione piu’ di qualsiasi altra categoria”, ha poi aggiunto il leader della Fiom, chiedendo al contrario uno sgravio per i dipendenti e i pensionati, “necessario specie dopo l’operazione scandalosa dello scudo fiscale che è stata una vera e propria vergogna”. E quando termina il proprio intervento, dalle tribune del Paladozza qualcuno grido ancora “Bergamo, Bergamo, Bergamo”.
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vediamo cosa contiene l'accordo separato
non c'è fine all'inganno.pdf
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COMUNICATO STAMPA

 

Contratto metalmeccanici. Fiom: il Comitato centrale avanza a Fim e Uilm formale richiesta di effettuare un referendum. Il 30 ottobre, a Bologna, Assemblea nazionale dei delegati

 

Il Comitato centrale della Fiom-Cgil, riunito oggi a Roma, ha approvato all’unanimità, al termine dei suoi lavori, il seguente documento.


 

“Il Comitato centrale della Fiom esprime un giudizio profondamente negativo sull’intesa separata sul Contratto nazionale sottoscritta da Federmeccanica, Fim e Uilm.”

“Nell’intesa viene recepito integralmente l’accordo separato del 15 aprile sul sistema contrattuale. Si apre così la via alle deroghe al Contratto nazionale e, più in generale, alla limitazione dei diritti. Già ora il testo sottoscritto da Fim e Uilm colpisce l’autonomia della contrattazione a livello aziendale, predisponendo vincoli e procedure di controllo, conciliazione e arbitrato che, finora, erano sempre stati respinti; inoltre, nelle aziende prive di Rsu sarà addirittura la Direzione aziendale, se vuole, a presentare la piattaforma per il premio di risultato.”

“Per quanto riguarda il salario, il risultato è una svalutazione della funzione del Contratto nazionale. Un lavoratore di terzo livello riceverà, per il primo anno di vigenza contrattuale, meno di 15 euro netti. D’altra parte, la durata triennale del Contratto non è accompagnata da alcuna forma certa di garanzia a tutela del salario in caso di crescita dell’inflazione. Viene cancellata una conquista storica dei metalmeccanici: la rivalutazione del valore punto per gli aumenti contrattuali. Così si programmano sin d’ora aumenti contrattuali ancora più bassi di quelli finora ottenuti.”

“L’accordo non risponde in alcun modo alla richiesta, fatta propria dalla Fiom, ma diffusa in tutte le aziende metalmeccaniche, di interventi d’urgenza contro la crisi e i licenziamenti. Al contrario, esso rinvia tutta la materia al nuovo Ente bilaterale, nel quale confluiranno fondi di cui non sono chiari in alcun modo né l’utilizzo, né la funzione. Inoltre, attraverso un'estensione del concetto di stagionalità, si cancella il diritto sancito dal Contratto nazionale in vigore all'assunzione a tempo indeterminato per i contratti a termine e si rende il part time elemento di flessibilità collettiva e non più diritto individuale volontario.”

“Questi e altri punti sono gravi, ma ciò che è inaccettabile, anche in via di principio, è la violazione delle più elementari regole di democrazia che è contenuta nella stessa stipula di questo accordo. Il Contratto nazionale, firmato unitariamente nel 2008, è ancora in vigore, ma Fim e Uilm l’hanno unilateralmente disdettato, pur rappresentando una minoranza dei metalmeccanici.”

“La Federmeccanica che, assieme alla Confindustria e al Governo, ha scelto la via dell’accordo separato, si assume a sua volta l’onere di aver perseguito un’intesa dannosa per i lavoratori, utilizzando le difficoltà della crisi. E’ una scelta gravissima, che segnala l’incapacità della Federmeccanica e della Confindustria di affrontare la crisi economica in maniera diversa dal passato, rispettando i diritti e le esigenze del mondo del lavoro.”

“Il Comitato centrale della Fiom chiede in modo formale alla Fim e alla Uilm di effettuare tra tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori metalmeccanici un referendum ove si possano confrontare, in modalità rigorose e trasparenti, le ragioni del sì e del no all’accordo separato, e il cui risultato sia vincolante per tutti. Il Comitato centrale della Fiom dà mandato alla Segreteria nazionale di trarre tutte le conclusioni necessarie sul piano dei rapporti unitari nel caso in cui Fim e Uilm rifiutino questa proposta.”

“Il Comitato centrale della Fiom esprime grande soddisfazione per l’eccezionale mobilitazione in corso tra i metalmeccanici che, dopo il successo dello sciopero del 9 ottobre, conferma che la categoria respinge l’attacco in corso contro il lavoro, i diritti e la democrazia.”

“Il Comitato centrale della Fiom convoca per il 30 ottobre, a Bologna, l’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati metalmeccanici. In questa assemblea verranno assunte le decisioni di lotta e tutte le iniziative necessarie al massimo coinvolgimento dell’opinione pubblica e delle Istituzioni.” “Sin da ora, il Comitato centrale della Fiom conferma lo stato di mobilitazione permanente delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici e impegna l’organizzazione a continuare, a tutti i livelli, la lotta contro l’accordo separato e contro i danni profondi che esso produce per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.”

“La Fiom non lascerà nulla di intentato per contrastare gli effetti di questa intesa e per riconquistare con le lavoratrici e i lavoratori un Contratto nazionale degno di questo nome.”

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 20 ottobre 2009

Accordo separato e Deroghe (1).doc
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SCIOPERO CONTRO.doc
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METALMECCANICI: UN'ORA DI SCIOPERO A MIRAFIORI CONTRO CONTRATTO SEPARATO

Torino, 16 ott. - (Adnkronos) - Un'ora di sciopero, dalle 8 alle 9 questa mattina alle carrozzerie della Fiat di Mirafiori per protestare contro l'ipotesi di accordo sul contratto nazionale dei metalmeccanici siglato ieri da Federmeccanica, Fim e Uilm. "Tra i lavoratori -commenta il segretario provinciale della Fiom di Torino, Giorgio Airaudo- c'e' grande sconcerto e insoddisfazione per quanto riguarda l'aspetto economico. Per questo i metalmeccanici chiedono che si vada in fabbrica a spiegare le ragioni dell'intesa e soprattutto li si consulti". Un'analoga iniziativa, sempre alle carrozzerie di Mirafiori era stata adottata ieri dai lavoratori del secondo turno subito dopo l'annuncio della sigla dell'intesa.


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No all’accordo separato
 

La Segreteria nazionale della Fiom esprime un giudizio complessivo profondamente negativo sull’intesa separata sottoscritta da Federmeccanica, Fim e Uilm. Nonostante gli sforzi, le proposte e gli ultimi appelli della Fiom perché non si giungesse a questo punto, così si colpiscono il salario, i diritti, la democrazia.

Nell’intesa viene recepito integralmente l’accordo separato del 15 aprile sul sistema contrattuale. Si apre così la via alle deroghe al contratto nazionale, e più in generale alla limitazione dei diritti. Già ora il testo sottoscritto da Fim e Uilm colpisce l’autonomia della contrattazione a livello aziendale, predisponendo vincoli e procedure di controllo, conciliazione e arbitrato, che finora erano sempre stati respinti.

Per quanto riguarda il salario, il risultato è una svalutazione della funzione del Contratto nazionale. Un lavoratore di terzo livello riceverà, per il primo anno di vigenza contrattuale, poco più di 15 euro netti. D’altra parte la durata triennale del contratto non è accompagnata da alcuna forma certa di garanzia a tutela del salario in caso di crescita dell’inflazione. Viene cancellata una conquista storica dei metalmeccanici: la rivalutazione del valore punto per gli aumenti contrattuali. Così si programmano sin d’ora aumenti contrattuali ancor più bassi di quelli finora ottenuti.

L’accordo non risponde in alcun modo alla richiesta, fatta propria dalla Fiom, ma diffusa in tutte le aziende metalmeccaniche, di interventi d’urgenza contro la crisi e i licenziamenti. Al contrario, esso rinvia tutta la materia al nuovo ente bilaterale, nel quale confluiranno fondi di cui non è chiaro in alcun modo né l’utilizzo né la funzione.

Ma questi e altri punti sono ancora meno gravi della violazione delle più elementari regole di democrazia, che è contenuta nella stessa stipula di questo accordo. Il Contratto nazionale, firmato unitariamente nel 2008, è ancora in vigore ma Fim e Uilm l’hanno unilateralmente disdettato, pur rappresentando solo un terzo dei metalmeccanici.

La Segreteria nazionale della Fiom chiede pertanto in modo formale alla Fim e alla Uilm di effettuare tra tutte le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici un referendum, ove si possano confrontare, in modalità rigorose e trasparenti, le ragioni del sì e del no all’accordo separato, e il cui risultato sia vincolante per tutti. Se Fim e Uilm rifiuteranno questa proposta si assumeranno la gravissima responsabilità di espropriare le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici del loro contratto nazionale.

La Federmeccanica, che assieme alla Confindustria ha scelto la via dell’accordo separato, si assume a sua volta l’onere di aver perseguito un’intesa dannosa per i lavoratori, utilizzando le difficoltà della crisi. E’ una scelta miope, che segnala l’incapacità della Federmeccanica e della Confindustria di affrontare la crisi economica in maniera diversa dal passato, rispettando i diritti e le esigenze del mondo del lavoro.

La Fiom non lascerà nulla di intentato per contrastare gli effetti di questa intesa e per riconquistare con i lavoratori un contratto nazionale degno di questo nome.

Il Comitato Centrale della Fiom è stato convocato martedì 20 ottobre per decidere tutte le iniziative necessarie ad affermare il diritto dei lavoratori metalmeccanici al contratto e alla democrazia.


 

Segreteria nazionale Fiom


 

Roma, 15 ottobre 2009

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locandina enti centrali
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Dichiarazione di Fausto Durante, Segretario nazionale Fiom-Cgil, alla sessione conclusiva della trattativa dell’accordo separato per il rinnovo del Ccnl dei metalmeccanici

 

Prima che procediate alla firma, voglio fare una dichiarazione a nome della Fiom.

La Fiom-Cgil contesta in primo luogo la legittimità e l’efficacia giuridica di questo accordo perché sottoscritto in palese violazione delle regole - relative agli oggetti, ai tempi ed ai soggetti della contrattazione - contenute nel Protocollo del 23 luglio 1993 e nello stesso CCNL del 20 gennaio 2008.

Protocollo e CCNL che sono ancora pienamente vigenti ed efficaci, non essendo mai stato disdetto il primo, e non essendo ancora scaduto il secondo che è in vigore fino a tutto il 2011, mentre al 31 dicembre 2009 scade solo il biennio economico.

Ora, essendo il Protocollo del 1993 ancora vigente, così come ancora vigente ed efficace è il Contratto nazionale del 2008, appare assolutamente infondata ed illegittima la pretesa di modificare ed integrare questi testi contrattuali, al di fuori delle procedure e dei tempi previsti dai testi stessi, e senza il consenso di tutte le parti stipulanti.

Ribadiamo quindi la nostra posizione, già comunicata per tempo a tutte le parti negoziali, per la quale si ritiene che l’unica negoziazione oggi legittima ed efficace può riguardare il biennio economico in scadenza al 31 dicembre 2009 e che eventuali modifiche ed integrazioni dell’attuale sistema contrattuale, e del CCNL vigente, possono essere effettuate solo con il consenso di tutte le parti stipulanti gli accordi stessi.

Osservo, in ogni caso, che la soluzione salariale è insoddisfacente e lontana dalle nostre richieste e dalle necessità delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici e che la Piattaforma da noi presentata non è mai stata presa in considerazione al tavolo della trattativa.

Per la Fiom, la vertenza contrattuale per il rinnovo del biennio economico è aperta. Per questo, ci riserviamo il diritto di prendere tutte le iniziative che la Fiom, a partire dalla riunione del Comitato Centrale del prossimo 20 ottobre, riterrà necessarie.

 

Roma, 15 ottobre 2009

Sciopero gen loc 4Mir.doc
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MILANO, 9 OTTOBRE 2009

SCIOPERO GENERALE DEI METALMECCANICI

Concentramento ai Bastioni di Porta Venezia ore 9.30

la manifestazione si concluderà a Piazza del Duomo

Concluderà Gianni Rinaldini, segretario generale Fiom-Cgil

 

Alla manifestazione di Milano saranno presenti le regioni

Lombardia | Piemonte | Liguria | Veneto | Friuli Venezia Giulia

Val D'Aosta | Trentino Alto Adige

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COMUNICATO STAMPA

 

Fiat. Rinaldini (Fiom): “Basta con la sudditanza nei confronti del Lingotto”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.


 

“Si apprende dai giornali che sta per essere avviata la progettazione di un nuovo modello di autovettura che la Fiat intende produrre in Serbia in centinaia di migliaia di esemplari all’anno, con sviluppo in loco del relativo indotto.”

“Non è più tollerabile che la Fiat annunci i suoi interventi in diversi Paesi esteri, compresi i modelli la cui produzione è prevista in Cina a partire dal 2011, e continui a tacere sugli stabilimenti esistenti nel nostro Paese. Stabilimenti i cui lavoratori continuano ad essere, in misura massiccia, in Cassa integrazione.”

“Per parte nostra, torniamo a chiedere la convocazione a Palazzo Chigi delle Parti sociali e delle Istituzioni locali interessate. La Fiat, invece di lanciare spot pubblicitari, ha il dovere di dire quali siano le sue scelte per gli stabilimenti italiani del Gruppo.”

“Sarebbe ora che qualcuno dicesse al Lingotto che non può fare quello che gli pare nel nostro Paese, pur continuando ad usufruire di consistenti risorse pubbliche. Basta con la sudditanza nei confronti della Fiat.”

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

 

Roma, 25 settembre 2009

 

COMUNICATO STAMPA

 

Contratto metalmeccanici. Rinaldini (Fiom): “Abbiamo scritto ai Presidenti della Camera e del Senato per chiedere un’audizione sulla democrazia sindacale alle Commissioni Lavoro”


Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

“La Segreteria nazionale della Fiom ha inviato una lettera ai Presidenti della Camera e del Senato, e ai Presidenti delle Commissioni Lavoro dei due rami del Parlamento, per chiedere un’audizione sulla democrazia sindacale. Ciò a fronte della situazione che si è determinata sul negoziato contrattuale in atto nella categoria dei metalmeccanici.”

“L’assenza di regole democratiche relative alla contrattazione collettiva può determinare la situazione paradossale per cui organizzazioni sindacali minoritarie concordino un Contratto nazionale per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori di una determinata categoria, iscritti e non ai sindacati, senza che né la piattaforma rivendicativa, né l’accordo conclusivo, ricevano alcuna validazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori interessati a tale rinnovo.”

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 24 settembre 2009

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Contratto metalmeccanici. Rinaldini Fiom: “Le scelte di Federmeccanica rappresentano un atto di arroganza intollerabile. Confermiamo lo sciopero di 8 ore per il 9 ottobre”

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato nella serata di oggi la seguente dichiarazione:

 

“La Federmeccanica ha risposto negativamente alla nostra proposta, affermando che non è disponibile a sospendere o modificare il sistema di regole relative alla contrattazione definite, a livello confederale, con un accordo separato senza la Cgil.”

“Inoltre, la Federmeccanica considera la proposta di blocco dei licenziamenti inaccettabile per la situazione e per le prospettive delle imprese.”

“Su queste basi, vengono confermate le date degli incontri per il proseguimento del negoziato sulla piattaforma di Fim e Uilm.”

“La Fiom, nel prendere atto della risposta di Federmeccanica, conferma lo sciopero generale di 8 ore della categoria, nella giornata di venerdì 9 ottobre, per la difesa dell’occupazione, per la democrazia e per il rinnovo del biennio economico.”

“La scelta dell’accordo separato con alcune organizzazioni sindacali, che non hanno nessun mandato democratico da parte delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, e quella di prefigurare possibili ulteriori licenziamenti rappresentano un atto di arroganza intollerabile.”

“Noi siamo disponibili ad un referendum sulle due piattaforme tra tutti le lavoratrici e tutti i lavoratori metalmeccanici, il cui esito sia vincolante per tutte le organizzazioni sindacali.”

“Ciò che non siamo disponibili ad accettare è la negazione del diritto democratico delle lavoratrici e dei lavoratori di decidere sulle loro condizioni retributive e normative. La Federmeccanica si assume per intero la responsabilità di legittimare un comportamento che rappresenta una messa in discussione della Costituzione materiale del nostro Paese.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 15 settembre 2009

 

In allegato, vi inviamo copia del testo della lettera indirizzata da Federmeccanica, in data odierna, alla Fiom-Cgil e, per conoscenza, a Fim-Cisl e Uilm-Uil

 


LA LETTERA DI FEDERMECCANICA

 

Oggetto: Proposta Fiom del 10/09/09

Con la presente diamo risposta formale, così come da Voi richiesto, alla “Proposta Fiom” del 10 settembre u.s..

Il Consiglio Direttivo di Federmeccanica ha attentamente esaminato il documento consegnato dalla Fiom al tavolo di trattativa.

La valutazione espressa dai Consiglieri sui quattro punti del documento è così riassumibile:

  1. Federmeccanica, pur comprendendo lo stato di disagio prodotto nel negoziato dalla presentazione di due piattaforme, rileva che le regole della contrattazione, come da prassi consolidata nel nostro sistema di relazioni industriali, sono affidate alla responsabilità delle Confederazioni che le disciplinano attraverso accordi a quel livello definiti. Almeno per quanto ci riguarda, non è nella disponibilità delle singole categorie sospenderle o modificarle.

  1. Al di là del legittimo dubbio che un accordo collettivo di categoria possa disciplinare tale materia, Federmeccanica ritiene che la richiesta di “blocco dei licenziamenti” sia in se inaccettabile in quanto esporrebbe le imprese che necessitano di ristrutturare gli organici a morte sicura.

Noi riteniamo che le imprese abbiano dato ampia dimostrazione di come le procedure di mobilità siano attivate solo come ultima ratio ma, nello stesso tempo, non possiamo dimenticare che sono numerose le imprese che stanno lavorando con cali di produzione e fatturato del 40-50% rispetto alla situazione precrisi.

Interventi e soluzioni non possono che esser cercati e individuati caso per caso, laddove il fenomeno degli esuberi di mano d’opera si manifesta, e l’esperienza dimostra che le parti, nella stragrande maggioranza dei casi, riescono a trovare soluzioni reciprocamente soddisfacenti ed economicamente sostenibili.

Per quanto attiene al tema dello sviluppo industriale del Paese siamo disponibili e interessati ad un confronto con specifico riferimento al ruolo e alle prospettive dell’industria metalmeccanica.

  1. La nostra Confederazione ha formalmente richiesto al Governo con il documento del gennaio scorso massima attenzione, potenziamento e finanziamento straordinario di tutti gli strumenti che rientrano nella famiglia degli ammortizzatori sociali.

Gli stanziamenti effettuati e le modifiche normative apportate si stanno dimostrando efficaci.

Tuttavia, trattandosi di materia di comune interesse, siamo disponibili e interessati a conoscere le Vostre considerazioni in materia.

  1. Federmeccanica è ben conscia del fatto che occorrano interventi di alleggerimento strutturale del prelievo fiscale e parafiscale sul lavoro. Nella sua ultima Assemblea, utilizzando dati elaborati dalla Comunità Europea, ha evidenziato come l’Italia sia il Paese con il più elevato peso fiscale sul lavoro con circa 10 punti percentuali sopra la media europea.

Interventi, quindi, sono certamente necessari ma devono essere coerenti e funzionali ad un’idea di crescita economica del Paese. Anche su questa materia siamo disponibili e interessati a confrontare le nostre reciproche idee.

Per quanto attiene alla richiesta di “soluzione transitoria di accordo economico che tenga conto di tutte le piattaforme presentate” – al di là della quantità non indicata – valgono le considerazioni fatte a proposito del punto 1).

Ritenendo di aver fornito risposte chiare e puntuali alle Vostre proposte e nel confermare le date di incontro per il proseguimento del negoziato restiamo in attesa di Vostre comunicazioni in proposito.

documento Comitato Centrale Fiom-Cgil 14 settembre 2009
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Tute Blu: 9 Ottobre sciopero nazionale

Proposta Rinaldini approvata all'unanimità

Roma, 14 set tembre 2009 

 

Il Comitato centrale della Fiom ha approvato all'unanimità la proposta del segretario generale, Gianni Rinaldini, di uno sciopero di 8 ore per il 9 ottobre a sostegno della piattaforma per il rinnovo del contratto.

 

Previste manifestazioni interregionali.

 

La decisione della Fiom arriva dopo la rottura della scorsa settimana al tavolo con Federmeccanica sul rinnovo contrattuale, dove Fim e Uilm hanno presentato una piattaforma costruita sulla riforma dei contratti non siglata dalla Cgil.

La piattaforma della Fiom è stata giudicata non negoziabile da Federmeccanica.

 

Contratto metalmeccanici. Rinaldini (Fiom): “Ecco le ragioni dello sciopero che abbiamo proclamato per venerdì 9 ottobre”


 

“Per giovedì 17 settembre, presso la sede di Federmeccanica, è previsto un incontro a delegazioni ristrette sulla piattaforma presentata da Fim e Uilm per il Contratto dei metalmeccanici. L’ordine del giorno dell’incontro esclude quindi la piattaforma presentata dalla Fiom, cioè dall’organizzazione largamente maggioritaria nella categoria, e recepisce il sistema di regole sul sistema contrattuale fissato dall’accordo separato del 22 gennaio scorso senza il consenso della Cgil e senza alcuna validazione democratica da parte di lavoratrici e lavoratori.” Lo ha detto Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil, conversando con i giornalisti presenti al termine della riunione del Comitato centrale della stessa Fiom svoltasi oggi, a Roma, presso l’Auditorium di via Rieti.

“Questo è un fatto molto grave - ha sottolineato Rinaldini - perché viene negato alle lavoratrici e ai lavoratori di potersi esprimere su un Contratto collettivo nazionale di lavoro che riguarda la loro specifica condizione.”

“Nel secondo incontro della trattativa contrattuale, svoltosi giovedì 10 settembre - ha ricordato Rinaldini - abbiamo proposto un’ipotesi transitoria che evitasse questa deriva e mettesse al centro tre problemi, rinviando l’applicazione dell’accordo separato sul sistema contrattuale. Problemi che sono, appunto, quello dell’affermazione della democrazia sindacale, quello della definizione di misure atte a difendere l’occupazione dentro la crisi industriale, e quello dell’individuazione di una soluzione salariale transitoria, per i prossimi due anni, da concordarsi a partire dalle due diverse piattaforme presentate dai sindacati a Federmeccanica: la nostra e quella di Fim e Uilm.”

“Aspettiamo una risposta formale da parte di Federmeccanica – ha spiegato Rinaldini – ma possiamo già prendere atto che la stessa Federmeccanica ha definito, per il mese di settembre, un calendario di incontri in cui discutere, a delegazioni ristrette, la piattaforma di Fim e Uilm.”

“Per quanto ci riguarda – ha affermato Rinaldini – abbiamo deciso di effettuare un’iniziativa di lotta di tutta la categoria, con assemblee preparatorie in tutte le imprese metalmeccaniche e con manifestazioni interregionali. Abbiamo deciso, inoltre, di lanciare una campagna nazionale sul problema della democrazia sindacale, con il coinvolgimento delle forze politiche, per chiedere un atto legislativo relativo sia alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali che alla validazione di piattaforme e accordi attraverso il pronunciamento referendario dei lavoratori interessati. In assenza di regole definite e condivise, infatti, il pluralismo sindacale può portare le relazioni industriali verso una deriva ingovernabile che configura inevitabilmente un attacco alla costituzione materiale del nostro Paese.”

“Naturalmente – ha concluso Rinaldini – se la nostra proposta venisse accolta da Federmeccanica tutto tornerebbe in discussione.”

 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
 

Roma, 14 settembre 2009

CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO

Metalmeccanici

http://www.fiom.cgil.it/ccnl/industria/2009/09_07-referendum/09_piattaforma.htm

09_09_10-PropostaFiom.pdf
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Contratto metalmeccanici. Rinaldini (Fiom): “Abbiamo proposto il blocco dei licenziamenti, la sospensione delle regole dell'accordo separato e una soluzione economica transitoria.” Lunedì si riunirà il Comitato centrale
 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione ai giornalisti presenti in Confindustria per il secondo incontro della trattativa relativa al contratto dei metalmeccanici.

“A fronte della situazione di crisi economica che il Paese sta attraversando, abbiamo presentato una proposta relativa a come procedere con la trattativa. In sostanza, abbiamo proposto di aprire un confronto con all’ordine del giorno il blocco dei licenziamenti e lo sviluppo della struttura industriale del nostro Paese. Abbiamo proposto, inoltre, di avanzare una richiesta congiunta delle parti sociali al Governo per l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori. Abbiamo anche proposto una soluzione transitoria di accordo economico, relativa al Contratto nazionale, con una richiesta congiunta al Governo di defiscalizzazione degli aumenti definiti dal Contratto stesso. Tutto ciò conseguente alla proposta di sospendere l’applicazione del sistema di regole definito negli accordi separati sul sistema contrattuale, ferme restando le posizioni delle parti, per operare per la definizione di un nuovo sistema di regole alla scadenza del secondo biennio contrattuale. Siamo in attesa di una risposta da parte di Federmeccanica. Rilevo che la stessa Federmeccanica, dopo aver dichiarato che la piattaforma della Fiom non costituisce per l’associazione delle imprese una base di confronto, ha scelto di proseguire la trattativa sulla piattaforma presentata da Fim e Uilm. Abbiamo quindi abbandonato il tavolo perché non partecipiamo al negoziato sulla piattaforma presentata dalle altre organizzazioni. Abbiamo comunque lasciato al tavolo, come osservatore, un componente della nostra Segreteria nazionale.”

“La Federmeccanica ha detto che ci darà una risposta relativa alla nostra proposta odierna, ma giudichiamo un fatto grave la sua scelta di trattare solo sulla piattaforma delle altre organizzazioni. Lunedì 14 settembre il Comitato centrale della Fiom si riunirà per decidere quali iniziative di lotta assumere in risposta alle scelte di Federmeccanica.”


Fiom-Cgil/Ufficio stampa

Roma, 10 settembre 2009

TORNA LA FESTA FIOM

Torna la "Festa in Blu", la festa della Fiom e dei metalmeccanici torinesi. La manifestazione si svolge alla Cascina Ganzole, in via San Luigi a Orbassano, da giovedì 17 settembre a domenica 20 settembre 2009. Giunta alla terza edizione, la festa vuole essere un'occasione di divertimento e riflessione, grigliate e dibattiti. 

Fiat. Fiom: “Con gli scioperi di questi giorni, e in particolare con quelli di oggi, i lavoratori dicono all’Azienda che non sono disponibili a pagare la crisi”

 

Il Coordinamento nazionale auto della Fiom-Cgil ha diffuso oggi il seguente comunicato.

“Negli incontri per la definizione del Premio di Risultato da corrispondersi a luglio, la Fiat ha proposto 600 euro a saldo degli anticipi mensili.”

“Per la Fiom questa cifra non è accettabile, a fronte dei 1.100 corrisposti a saldo nel 2008 e considerato che, lo scorso anno, la Fiat ha avuto il miglior risultato di sempre nella gestione industriale e utili superiori a 1,7 miliardi di euro.”

“L’unico fatto positivo è che i 600 euro proposti sarebbero erogati in ugual misura a tutti i lavoratori, senza decurtazioni dei periodi di Cassa integrazione. Tuttavia, questa cifra è pari (anzi, inferiore) al puro ricalcolo dell’incidenza media della Cassa integrazione sull’insieme dei dipendenti.”

“Dopo il non rispetto dell’impegno sulla 13^, adesso Fiat non mette niente di suo sul PdR e impone una singolare forma di “solidarietà” fra i lavoratori, giocando su salari miseri e falcidiati dalla Cassa.”

“Questo comportamento sul Premio di Risultato si aggiunge alla scelta di procedere unilateralmente nella gestione della crisi, con i trasferimenti discrezionali da uno stabilimento all’altro, con l’espulsione dei lavoratori precari, con i tentativi di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri.”

“Sono unicamente responsabilità della Fiat e delle sue scelte i duri conflitti sociali, con le conseguenti gravi perdite produttive, in corso alla Sata di Melfi, alla Sevel della val di Sangro, a Termini Imerese e in altre realtà.”

“La Fiom, di fronte a un Piano industriale inaccettabile, all’arroganza quotidiana nella gestione degli stabilimenti, alla misera proposta per il Premio di Risultato, invita le proprie strutture, le Rsu, i lavoratori del Gruppo a risposte immediate con il ricorso allo sciopero e alle assemblee.”

“Da Mirafiori, alla Cnh di Modena, alla Magneti Marelli di Bari già da questa mattina, unitariamente, con scioperi immediati, i lavoratori mandano un chiaro segnale alla Fiat: non sono disponibili a pagare la crisi.”


Fiom-Cgil/Ufficio stampa

 

Roma, 17 luglio 2009

Fiat. Rinaldini (Fiom): “Pieno sostegno alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Melfi. La situazione negli stabilimenti del Gruppo è incomprensibile e inaccettabile”

Gianni Rinaldini, Segretario generale della Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

 

“Cosa sta succedendo alla Fiat? La situazione che si è determinata negli stabilimenti del Gruppo è, nello stesso tempo, incomprensibile e inaccettabile. Agli annunci relativi alla volontà di chiudere lo stabilimento Cnh di Imola e di non produrre più automobili nello stabilimento Fiat di Termini Imerese, si accompagnano, negli altri stabilimenti, comportamenti che determinano un’inevitabile crescita della tensione sociale. Ciò è vero in diverse realtà, dalla Sevel della Val di Sangro alla Fiat Auto di Pomigliano d’Arco.”

“Pare evidente la scelta aziendale di rastrellare liquidità sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori, fino al punto che non sappiamo ancora se la Fiat pagherà, alla fine di questo mese, il Premio di risultato, cioè la quota annua del salario aziendale.”

“In questo quadro, si colloca il conflitto in corso alla Fiat Auto di Melfi, uno dei pochi stabilimenti dove l’attività produttiva si svolge a pieno ritmo. L’atteggiamento arrogante dell’Azienda ̶ che licenzia i lavoratori precari, chiede gli straordinari e nulla dice sul Premio di risultato ̶ è l’ennesima conferma dello stato confusionale in cui versa oggi il gruppo dirigente della Fiat.”

“Per tutti questi motivi, sosteniamo pienamente la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Melfi. Ribadisco che la perdita di produzione che si sta determinando in questo stabilimento va attribuita per intero alle responsabilità dell’Azienda.”

 

Fiom-Cgil/Ufficio stampa


 

Roma, 9 luglio 2009

Fiat. Rinaldini (Fiom): “Appoggio totale alla lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Termini Imerese”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.


 

“Esprimo il mio totale appoggio alle lavoratrici e ai lavoratori della Fiat Auto di Termini Imerese che, in questi giorni, sono scesi in lotta, una volta di più, a difesa della loro fabbrica.”

“Si tratta di una giusta e necessaria risposta alle inaccettabili dichiarazioni con cui l’Amministratore delegato del gruppo Fiat, Sergio Marchionne, ha reso nota la volontà aziendale di non proseguire la produzione di auto nello stabilimento siciliano.”

“Dichiarazioni inaccettabili, oltre che sul piano del merito, anche sul piano del metodo, visto che giungono a pochi giorni di distanza dall’incontro di Palazzo Chigi in cui Governo, Regioni, Azienda e sindacati avevano definito un percorso di confronto sulle prospettive del Gruppo in Italia.”

“Dichiarazioni inaccettabili e anche incomprensibili, visto che la Fiat aveva detto e ripetuto che intendeva proseguire a produrre auto a Termini Imerese, purché venisse supportata dai poteri pubblici. Non si capisce quindi perché tale volontà di chiusura venga espressa adesso che ci sono interlocutori che si mostrano disponibili a intavolare una trattativa industriale con l’Azienda stessa.”


 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa


 

Roma, 29 giugno 2009

La Fiom Cgil si conferma il primo sindacato in questa tornata elettorale di Fiat Mirafiori con il 26%, vi è stata una grande partecipazione alla quale nel mese di luglio si aggiungeranno le votazioni della Cleantecno, Magneti Marelli e Delivery Mail (circa 500 lavoratori).


L’ultima votazione alla Costruzione Stampi, che ha votato oggi, la Fiom è passata dal 50,6% al 62,3% e dove la Fim ha registrato un calo dal 34% al 29%, il Fismic dal 9,6% al 8,2% , la Uilm non ha trovato candidati e dove altri sindacati non erano presenti.


Il segretario della Fiom Cgil di Torino, Giorgio Airaudo ha così dichiarato: “Muovere il voto in uno stabilimento come Mirafiori dove, da anni, non entrano nuove assunzioni, tranne le 30 assunzioni dell’accordo sindacale di gennaio 2007 su circa 15 mila addetti, è sempre un’impresa difficile e quindi i movimenti, spesso, sono minimi e l’importante risultato della Fiom che è ritornata ad essere il primo sindacato tra gli operai delle meccaniche, il primo sindacato nel montaggio alle carrozzerie.

È , per noi, molto importante come importante è avere aumentato i voti alla Presse, alla Costruzione Stampi ed avere confermato il nostro ruolo di sindacato alla Sirio (servizi di vigilanza).

 
Abbiamo, invece, subito dei cali, dove rifletteremo, alla Verniciatura, alla Costruzione sperimentale e tra gli impiegati delle carrozzerie.


Incrementiamo il nostro ruolo dove le condizioni di lavoro sono particolarmente pesanti e vincolanti.

Ringraziamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori che ci hanno confermato il primo sindacato e confermiamo la nostra battaglia a difesa del contratto nazionale, a difesa del salario e delle condizioni di lavoro”.

Ufficio Stampa Fiom Cgil Torino

 

Fiat, Fiom primo sindacato alle

 Presse Mirafiori

La Fiom torna il primo sindacato tra gli operai alle Presse di Mirafiori (nel 2006 era il terzo), passando da 106 a 149 voti. Lo rende noto la sigla dei metalmeccanici Cgil di Torino. “Siamo molto soddisfatti - commenta l'organizzazione - del risultato ottenuto nella prima grande concentrazione operaia chiamata al voto, in un contesto in cui i votanti sono aumentati. Calano Fim, Uilm e Fismic, mentre aumentano i Cobas che superano la Uilm”. Gli aventi diritto al voto alla Presse sono 600, di cui 500 operai.

11/06/2009 16:35

 

 

IMPORTANTE

SULL'ACCORDO SEPARATO

GOVERNO-CONFINDUSTRIA-CISL-UIL-UGL

CLICCA SU

http://www.fiom.cgil.it/ccnl/sistema_contrattuale/09_01_26-commento_fiom.pdf

 

 

FIAT - Sabato 16 maggio a Torino manifestazione nazionale

Sabato 16 maggio, si svolge a Torino la manifestazione nazionale di tutti i dipendenti del gruppo Fiat e dell'indotto.

La manifestazione nazionale dei lavoratori del settore produzione mezzi di trasporto che si terrà sabato 16 maggio a Torino è un appuntamento politicamente rilevante che richiede per le difficili condizioni oggettive uno sforzo organizzativo straordinario.

Il nostro obiettivo è far emergere la reale condizione dei lavoratori penalizzati dalla Cassa, preoccupati per il futuro lavorativo o peggio già cacciati dal lavoro e denunciare il vuoto di iniziative da parte del Governo.

Vi sollecitiamo di nuovo a chiedere unitariamente a Regioni, Provincia e Comuni di aderire e partecipare con delegazioni ufficiali alla manifestazione e a sostenere i costi (che sappiamo rilevanti). Sarebbe utile che entro il 13 maggio ci facciate sapere le adesioni.

Sui siti nazionali troverete i testi di una locandina, di un volantino nazionale e delle indicazioni logistiche della manifestazione.

Domani 17 aprile, i lavoratori di Fiat e del settore Automotive faranno presidi e chiederanno ai Prefetti di essere ascoltati in oltre 20 città

 

Per iniziativa unitaria dei sindacati metalmeccanici (Fim, Fiom, Uilm, Fismic) domani in oltre 20 città capoluogo di Provincia, i lavoratori del Gruppo Fiat e delle aziende di componentistica svolgeranno dei Presidi. A Pratola Serra, dove ha sede lo stabilimento Fma di motori della Fiat, i lavoratori sfileranno in corteo assieme ai Sindaci della zona. Da Palermo a Torino, come a Napoli, Foggia, Chieti, Milano e tante altre realtà, delegazioni chiederanno di essere ricevute dai Prefetti per denunciare la gravità della crisi e la conseguente drammatica caduta del reddito.

Chiederemo unitariamente ai Prefetti – ha dichiarato Enzo Masini, Coordinatore nazionale gruppo Fiat – di trasmettere al Governo l’urgenza di misure per il sostegno al reddito: prolungare la Cassa Ordinaria da 52 a 104 settimane, elevare la copertura all’80% del salario ed estenderla alle migliaia di giovani precari, cacciati dalle fabbriche.

Il Governo deve anche sapere che il Tavolo Negoziale sul Piano industriale con la Fiat e i sindacati non deve avere ulteriori rinvii.”

Fim, Fiom, Uilm, Fismic hanno già proclamato ulteriori iniziative di mobilitazione. Giovedì 30 aprile a Roma si terrà un incontro delle Rsu al quale sono stati invitati tutti i Presidenti di Regione.

Sabato 16 maggio a Torino è convocata una manifestazione nazionale di tutto il settore Automotive.

 

Fiom nazionale

 

Roma, 16 aprile 2009

Dopo l’incontro con il Governo le Segreterie nazionali confermano il programma di iniziative del Gruppo Fiat e del settore automotive

 

L’incontro convocato dal Governo per esaminare gli effetti dei provvedimenti a sostegno del settore automotive (ecoincentivi) ha messo in evidenza sia ricadute positive su alcuni modelli dell’auto sia la loro assenza per altri autoveicoli, per i veicoli commerciali e industriali e le macchine movimento terra.

Dall’incontro, in particolare, non sono emerse risposte certe e soddisfacenti in merito:

  1. al prolungamento della Cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane e all’adeguamento della copertura all’80% del salario

  1. alla convocazione del tavolo negoziale Governo-Fiat-sindacato sul Piano industriale

Le Segreterie nazionali Fim, Fiom, Uilm, Fismic confermano pertanto il programma di iniziative a sostegno delle proposte sindacali per il Gruppo Fiat e l’intero settore auto motive per uscire dalla crisi e il rilancio industriale.

- Venerdì 17 aprile iniziative territoriali e presidio alla Prefettura

- Giovedì’ 30 aprile incontro pubblico a Roma delle Rsu con i Presidenti delle Regioni

- Sabato 16 maggio manifestazione nazionale a Torino

 

Le Segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic
 

Roma, 9 aprile 2009

GRUPPO FIAT: DOCUMENTO CONCLUSIVO COORDINAMENTO NAZIONALE UNITARIO DEL 17 FEBBRAIO 2009

CLICCA SU

http://www.fiom.cgil.it/auto/fiat/09_02_17-Documento.pdf

27/02/2009

Corteo degli operai della Fiat di Pomigliano d'Arco

Fiat, Pomigliano si ferma con i suoi operai

Rinaldini (Fiom): «Si tolgano dalla testa di chiudere Pomigliano»

guarda il video su:

http://www.agenziami.it/articolo/2763/related_to_2753

Fiat. Rinaldini (Fiom): “Non è con la polizia che si risolvono i problemi dello stabilimento di Pomigliano. Per affrontare la crisi, aprire un tavolo con Governo, imprese e sindacati”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

 

“Non è con l’intervento della polizia che si risolvono i problemi dello stabilimento auto di Pomigliano D’Arco, né quelli di tutti gli altri stabilimenti Fiat esistenti nel nostro Paese.”

“L’iniziativa di lotta dei lavoratori di Pomigliano ha il pieno sostegno della Fiom. Oltre a questo, ciò che deve essere chiaro è che quanto è accaduto oggi a Napoli è il sintomo evidente di una situazione sociale che diventa sempre più insostenibile. E ciò perché, di fronte ad una crisi economica senza precedenti, il Governo del nostro Paese non ha ancora impostato né un’iniziativa di politica economica, né un’iniziativa di politica sociale capaci di fronteggiare tale crisi e le sue conseguenze.”

“Stando a quanto dicono i mezzi di informazione, il Consiglio dei Ministri che si riunisce domani sarebbe intenzionato ad assumere prime misure relative alla crisi industriale. Per noi, il Governo deve legare misure di intervento pubblico alla garanzia dell’occupazione e alla salvaguardia di tutti gli stabilimenti esistenti. Questo vincolo sociale deve valere per l’auto, come per gli elettrodomestici e per tutti i settori che potranno usufruire di tali misure.”

“Da parte sua, la Fiat deve rapidamente definire le prospettive produttive dei suoi diversi stabilimenti. Altrettanto rapidamente, il Governo deve definire provvedimenti volti a far crescere la copertura salariale della Cassa integrazione.”

“Per noi è quindi necessaria l’apertura di un tavolo di confronto tra il Governo, i gruppi industriali coinvolti e le parti sociali.”


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
 

Roma, 5 febbraio 2009

 

POMIGLIANO, SCONTRI TRA OPERAI FIAT E FORZE DELL'ORDINE

 NAPOLI - Proteste e scontri con le forze dell'ordine, una strada statale bloccata, uno svincolo autostradale invaso, sei manifestanti portati via per essere identificati. E le proteste dei sindacati che insorgono contro le forze dell'ordine: "Non è con la polizia che si risolvono i problemi di Pomigliano".

La protesta per la crisi della Fiat esplode in maniera clamorosa in Campania con l'iniziativa dei 5000 cassintegrati dello stabilimento di Pomigliano d'Arco (Napoli), il più grande del Mezzogiorno, già da giorni in lotta per chiedre un intervento del governo sul loro futuro occupazionale. Oggi, più di un migliaio di operai si è messo in marcia per 15 chilometri, dallo stabilimento e lungo tutta la Statale 7, fino all'accesso dell'autostrada A1, lo svincolo di Acerra e Afragola. "Non ci sono piani produttivi per noi - il senso della protesta - e vogliamo capire cosa ne sarà del nostro futuro. Siamo in cassa integrazione da mesi, e chiediamo ora risposte concrete da parte dell'azienda".

Ma ben presto la tensione sale e l'occupazione della strada con il blocco della circolazione richiama l'intervento della polizia. E sono scontri tra operai e forze dell'ordine con gli agenti in assetto da sommossa che impediscono l'ingresso dei lavoratori sulla sede autostradale. A quel punto i lavoratori hanno cercato di raggiungere l'autostrada Napoli-Roma dalle campagne circostanti. Alcuni ci sono riescono passando dalle campagne nella zona fra Afragola ed Acerra. Nuovo intervento della polizia che porta via sei manifestanti per identificarli nel vicino commissariato di Acerra. Verranno tutti rilasciati: ma per loro scatta la denuncia a piede libero per manifestazione non autorizzata, resistenza a pubblico ufficiale ed interruzione pubblico servizio. Tra loro anche un delegato sindacale della Fiat di Pomigliano d'Arco. Poi la tensione si stempera, e tra le forze in campo, operai da una parte e polizia dall'altra, ci sono anche momenti di dialogo e reciproca comprensione.

Poco dopo le 14 la fine della protesta con gli operai che si allontanano dalla zona dello svincolo autostradale di Afragola-Acerra dell'autostrada A1 e, sempre in corteo, si dirigono nuovamente davanti ai cancelli dello stabilimento di Pomigliano d'Arco percorrendo la statale Nola-Villa Literno con ulteriori pesanti disagi per la circolazione. Unanime la solidarietà dei sindacati e di diversi esponenti della sinistra. Per il governatore campano Antonio Bassolino "gli scontri tra forze dell'ordine e operai della Fiat sono un campanello d'allarme di un grave disagio sociale che non va sottovalutato".

ANSA.it 06/02/2009

 

RINALDINI - ”Vincoli sociali sugli aiuti all’auto”

La Fiom-Cgil rende noto che oggi, venerdì 30 gennaio, si è svolta, al teatro Concordia di Venaria, l'assemblea con oltre 800 delegati della Funzione Pubblica e dei metalmeccanici della Cgil. Sul palco sono intervenuti rappresentanti di entrambe le categorie.
Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom che ha concluso l'assemblea, ha dichiarato: «È in atto uno scaricabarile tra Governo e Fiat sulla pelle dei lavoratori, le minacce di chiudere gli stabilimenti non servono. Sono invece necessarie risorse pubbliche vere, come quelle messe in campo da Francia e Germania, che vincolino Fiat al mantenimento dell'occupazione e degli stabilimenti in Italia. La Fiat deve presentare un piano industriale perché un prodotto come l'auto non si inventa in un paio di mesi e questa è un'ulteriore ragione per aprire un tavolo di confronto tra l'azienda, le parti sociali ed il governo».
Riguardo allo sciopero generale della categorie Fp e Fiom del 13 febbraio Rinaldini ha aggiunto: «La sinistra non scarichi i suoi problemi sulla Cgil, al punto che un atto democratico come il referendum dei lavoratori sulla riforma dei modelli contrattuali viene messo in discussione. Allo stesso tempo però lo sciopero del 13 non si presta a giudizi a metà strada. Quando c'è uno sciopero o si condividono le ragioni o è diritto dei lavoratori sapere perché si è contrari».

video interviste davanti alla porta 2:

http://torino.repubblica.it/multimedia/home/4541653

Fiat. Rinaldini (Fiom): “Giudizio negativo sull’incontro odierno. Svilupperemo tutte le iniziative necessarie per ottenere un tavolo che coinvolga Azienda e Governo”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato in serata la seguente dichiarazione
 

“Rispetto all’incontro avuto in serata a Torino con la Fiat, il nostro giudizio è negativo. Ciò poiché ci è stata illustrata la situazione di crisi in cui versano il settore dell’auto e gli altri settori del Gruppo – situazione che durerà anche nei prossimi mesi – senza che, allo stato attuale, ci sia stata prospettata alcuna ipotesi credibile di uscita da questa stessa situazione.”

“Tanto più è necessario, a questo punto, il coinvolgimento del Governo. Un coinvolgimento che abbiamo già chiesto da tempo, senza aver ancora ricevuto alcuna convocazione.”

“Ricordo a tutti che stiamo parlando di un gruppo e di un insieme di settori che riguardano, nel nostro Paese, un milione di lavoratori.”

“A partire dai prossimi giorni, svilupperemo tutte le iniziative necessarie per ottenere l’apertura di un tavolo che coinvolga la Fiat, l’insieme del settore e il Governo"
 

Roma, 22 gennaio 2009

Sistema contrattuale. Rinaldini (Fiom): “L’accordo separato del 22 gennaio è un attacco ai salari e alla democrazia”

 

Il Segretario generale della Fiom-Cgil, Gianni Rinaldini, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione.

 

“L’accordo separato sul sistema contrattuale del 22 gennaio costituisce un attacco ai salari e alla democrazia.”

“E’ un attacco ai salari, perché il meccanismo previsto per gli aumenti retributivi, definiti nei Contratti nazionali di categoria, è concepito in modo tale che tali aumenti non consentano la protezione del potere d’acquisto delle retribuzioni rispetto alla crescita dell’inflazione. In pratica, con questo accordo viene programmata un’ulteriore riduzione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti.”

“E’ un attacco alla democrazia, perché fare un accordo separato sulla struttura stessa del sistema contrattuale, vuol dire aprire la strada agli accordi sindacali realizzati a prescindere dalla volontà dei lavoratori interessati, ovvero a prescindere dalla volontà dei lavoratori le cui condizioni di vita e di lavoro sono determinate da tali accordi.”

 

Roma, 23 gennaio 2009

http://www.fiom.cgil.it/ccnl/sistema_contrattuale/default.htm

Perché scioperiamo?

Perché non ci ascoltano!

Scioperare oggi costa molto, è un sacrificio pesante per ogni lavoratrice e lavoratore, per ogni famiglia.

Perché allora scioperiamo? Per una ragione semplicissima, elementare: perché governo, banche e industrie,

al di là delle chiacchiere, non stanno facendo niente di fronte a una crisi che si aggrava sempre di più. Milioni

di famiglie rischiano il posto di lavoro, il salario, il futuro, ma le misure di politica economica, le decisioni

delle imprese, la gestione della finanza vanno avanti come se la crisi non ci fosse, con le stesse misure di

sempre, gli stessi discorsi di sempre. Se non ci si fa sentire le cose potranno ancora peggiorare, e ci si

chiederà di essere ottimisti mentre si perdono salario, diritti e anche il posto di lavoro.

Scioperiamo allora per chiedere di cambiare, per chiedere a governo, banche e industrie di fare quello che

non hanno mai fatto da tanti anni a questa parte: salvare il lavoro, l’occupazione, il salario prima di tutto.

Prima di tutto è indispensabile:

 

FERMARE LA CHIUSURA DELLE FABBRICHE

E I LICENZIAMENTI

 

Bisogna bloccare i licenziamenti e la chiusura delle aziende, sia nelle aziende di proprietà italiana sia nelle

multinazionali. Il Governo deve intervenire direttamene nelle crisi. Le imprese, a partire da quelle più grandi,

devono impegnarsi a non chiudere gli stabilimenti, a non licenziare i precari, prolungando i contratti. Occorre

una nuova politica industriale che punti alla difesa dell’occupazione, combatta le delocalizzazioni, investa

sulla ricerca e sulla qualità dei prodotti. Occorrono grandi investimenti pubblici per la compatibilità ecologica

dell’industria, per l’energia pulita, per uno sviluppo delle città e delle periferie legato ai bisogni reali delle

persone, per far crescere il Mezzogiorno. Per questo è necessario superare e rivedere i vincoli del trattato

europeo di Maastricht. La difesa dell’occupazione deve accompagnarsi alla difesa della salute. Bisogna

mantenere tutte le leggi in vigore e respingere le richieste della Confindustria di alleggerirle. Occorre un

intervento straordinario delle pubbliche istituzioni a tutela della salute e della vita di chi lavora e per la

repressione di tutti i comportamenti dannosi per esse.

 

FERMARE LA PRECARIETÀ

DIFENDERE IL REDDITO

 

Bisogna cambiare le leggi che hanno fatto dilagare la precarietà del lavoro e che oggi rischiano di produrre

centinaia di migliaia di disoccupati, tra i giovani soprattutto, ma anche tra gli anziani. Nell’immediato bisogna

estendere in tutto il mondo del lavoro, senza dimensioni di impresa, la cassa integrazione, che deve tornare

a coprire l’80% della retribuzione invece del 50-60% attuale. Anche i precari devono avere diritto ad essa, i

disoccupati devono avere una indennità di disoccupazione più alta e più estesa nel tempo. Deve finire la

persecuzione del lavoro migrante, che è continuamente ricattato nei suoi diritti fondamentali con la minaccia

di perdere il permesso di soggiorno. Più sicurezza per i migranti significa più diritti per tutti. Si devono

estendere i contratti di solidarietà nelle aziende in crisi e bisogna fermare la flessibilità selvaggia degli orari,

che distrugge la salute e l’occupazione, cambiando la legge attuale e in primo luogo ripristinando il limite

all’orario giornaliero.

 

DIFENDERE IL SALARIO, IL CONTRATTO NAZIONALE E I DIRITTI

 

Bisogna aumentare le retribuzioni dei lavoratori a partire da quelle dei contratti nazionali. Per questo va

respinto il disegno della Confindustria e del governo che vogliono ridurre il salario reale, a partire dal

contratto nazionale, mentre vogliono imporre ancora più flessibilità ed incertezza al salario aziendale. Non

vogliamo che i salari seguano i destini e l’andamento delle Borse. Per questo rivendichiamo anche una

positiva conclusione delle vertenze aziendali. Nelle aziende dove c’è ancora lavoro, crescono l’autoritarismo e

l’attacco ai diritti, i provvedimenti e i licenziamenti disciplinari, si pretende dalle lavoratrici e dai lavoratori

tanto lavoro in più senza che cambi nulla nell’organizzazione della produzione. Bisogna fermare questo

tentativo di far pagare la crisi alle lavoratrici e ai lavoratori con il loro salario, la loro fatica, con la loro

libertà.

 

RIPRISTINARE GIUSTIZIA SOCIALE E FISCALE

 

Occorre riprendere la lotta all’evasione fiscale, aumentare le tasse sulle grandi ricchezze, sulle grandi eredità,

sulla finanza, sui grandi patrimoni immobiliari. Bisogna combattere davvero i privilegi delle caste e rendere

efficiente con giustizia la pubblica amministrazione. La giustizia fiscale deve servire a rendere efficiente e

giusto lo stato sociale, potenziando prima di tutto la scuola pubblica. Bisogna abbattere i mutui sulla casa e

garantire affitti alla portata delle buste paga dei lavoratori. Bisogna combattere ogni speculazione sui prezzi.

Va sviluppata la sanità pubblica e rafforzato il sistema pensionistico pubblico. Occorre respingere il folle

tentativo di aumentare ancora l’età pensionabile. Sarebbe un danno drammatico alla salute dei lavoratori e,

nello stesso tempo, anche un’ulteriore spinta all’aumento della disoccupazione, sia dei giovani che degli

anziani. L’aumento dell’età pensionabile delle donne sarebbe poi un’autentica vergogna sociale.

 

AFFERMARE LA DEMOCRAZIA

 

Il Governo e la Confindustria vogliono limitare le libertà dei lavoratori. La prima libertà che viene negata è

quella di decidere democraticamente sulle piattaforme e sugli accordi. La pratica degli accordi separati,

senza il diritto dei lavoratori interessati a decidere se vanno bene o no, è un attacco alla democrazia e alla

libertà sindacale. Nello stesso tempo riparte l’attacco sull’articolo 18 che tutela dai licenziamenti ingiusti e

cresce l’autoritarismo in tutti i luoghi di lavoro. Diciamo No alla limitazione delle libertà delle lavoratrici e dei

lavoratori. Chiediamo in tutti i luoghi di lavoro la piena applicazione dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Rivendichiamo una legge sulla democrazia sindacale che garantisca alle lavoratrici e ai lavoratori il diritto a

decidere liberamente sia su chi li rappresenta, sia sulle piattaforme e sugli accordi che li riguardano.

 

Venerdì 13 febbraio 2009

 

le metalmeccaniche e i metalmeccanici di tutta Italia scioperano

 

per 8 ore assieme alle lavoratrici e i lavoratori pubblici

 

e manifestano a Roma, per rendere visibile la rabbia per

 

l’ingiustizia che colpisce tutto il mondo del lavoro.

 

PER IL LAVORO, I DIRITTI, IL SALARIO

 

E LA DEMOCRAZIA

 

Fiat: Fiom, a gennaio riunione con Fim e Uilm per iniziative unitarie

   
“All'inizio dell'anno faremo una riunione anche per decidere iniziative unitarie” di Fiom, Fim e Uilm. Ad annunciarlo è il segretario generale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini, in occasione di un incontro sulla crisi del settore dell'auto e sulla situazione della Fiat. “Chiederemo di fare il coordinamento unitario - ha spiegato - e proporremo iniziative di mobilitazione, che insieme dovremo valutare nella forma e nell'articolazione” considerando la “situazione particolare degli stabilimenti Fiat”. A gennaio e febbraio, ha ricordato la sigla dei metalmeccanici Cgil, i lavoratori del Lingotto in cassa integrazione saranno circa 50 mila.

19/12/2008 18:11

Fiom, alla Fiat 50 mila in cassa integrazione e 5 mila precari licenziati

   
La cassa integrazione ordinaria alla Fiat riguarderà a gennaio e febbraio 50 mila dipendenti. Le ore totali di cig sono state quest’anno 6 milioni. E oltre 5 mila precari entro il mese prossimo resteranno a casa. Questi i principali dati forniti dalla Fiom sulla situazione del gruppo Fiat in Italia, presentati nel corso di una conferenza stampa dal segretario generale, Gianni Rinaldini, e dal coordinatore nazionale del settore auto del sindacato dei metalmeccanici, Enzo Masini.

La Fiom ha sottolineato alcuni casi particolari come lo stabilimento Fma di Avellino, dove nel 2008 si contano 83 giornate di cassa su 220 giornate lavorative. Il sindacato dei metalmeccanici Cgil ha inoltre evidenziato la vicenda relativa al pagamento della tredicesima ai lavoratori che sono stati costretti alla cassa integrazione nel corso dell'anno. Il 23 ottobre, hanno evidenziato Rinaldini e Masini, “Fiat Group aveva assunto l'impegno con le segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm e Fismic di pagare l'intera tredicesima mensilità, senza cioè decurtarla dei periodi di cassa integrazione fatti o futuri”.

Secondo quanto riferiscono i sindacalisti, però, nell'incontro del 16 dicembre scorso il Lingotto “ha dichiarato di non poter rispettare questo impegno. Non era mai accaduto – sottolinea la Fiom – che Fiat che si rimangiasse un impegno, nel bene o nel male”. Il costo aggiuntivo di questo intervento è stimato, secondo le cifre fornite dallo stesso sindacato in 5,5 milioni di euro: una cifra pari all'1 per cento dei dividendi (oltre 500 milioni di euro) che il consiglio d’amministrazione ha confermato agli azionisti, e inferiore allo 0,25 per cento degli utili previsti nel bilancio del 2008, che supera i due miliardi di euro, "un record storico negli annali Fiat".

Dunque, una somma che
a giudizio della Fiom “non determina squilibri di bilancio”. Tra l'altro, è stato infine sottolineato, “un operaio di terzo livello della Fiat non arriva al netto a 800 euro mensili se sta un mese in cassa integrazione ordinaria”. Certamente, ha concluso Rinaldini, “questo apre un problema delicato nei rapporti con i sindacati”.

19/12/2008 15:16

Fiom. Venerdì 13 febbraio, sciopero generale e manifestazione nazionale con la Fp-Cgil. No all’intesa separata sull’Artigianato. No a Brunetta sull’età pensionabile delle donne

 

Si è riunita oggi, a Roma, la Direzione nazionale della Fiom-Cgil. Al termine della riunione, sono stati approvati tre Ordini del giorno.

Nel primo, si dichiara che “la Direzione della Fiom condivide la proposta del Comitato direttivo della Fp-Cgil che indica in venerdì 13 febbraio 2009 la giornata di sciopero generale delle nostre categorie con manifestazione nazionale”.

Nel secondo, si afferma che la Direzione stessa e il Coordinamento Fiom del settore Artigianato “valutano come negativa, e quindi non condivisibile, l’intesa realizzata tra le Associazioni artigiane, Cisl e Uil sul modello contrattuale e sulla bilateralità”, e che la Fiom “conferma la necessità di un modello contrattuale unico per l’insieme del mondo del lavoro, come definito nel documento unitario Cgil, Cisl, Uil”.

Il terzo esprime la “radicale contrarietà” della Fiom “alla proposta d’innalzamento dell’età pensionabile delle donne avanzata dal ministro Brunetta”.


 

Fiom-Cgil/Ufficio stampa


 

Roma, 18 dicembre 2008

COMUNICATO STAMPA FIOM NAZIONALE

 

Fiat. Masini (Fiom): “L’incontro di oggi è stato negativo. Ancora Cassa integrazione in gennaio e febbraio, ma niente soldi per ripristinare la pienezza delle tredicesime”

Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, ha rilasciato in serata la seguente dichiarazione.


 

“L’incontro che i sindacati dei metalmeccanici hanno avuto oggi a Torino con il gruppo Fiat, per discutere le richieste avanzate per il rinnovo dell’accordo integrativo, è stato negativo.”

“Fiat si è dichiarata non disponibile ad avviare il confronto sulle richieste sindacali. Inoltre, ha annunciato l’aumento delle settimane di Cassa integrazione per i mesi di gennaio e di febbraio 2009 e l’estensione dell’utilizzo di questo strumento anche gli impiegati.”

“E’ particolarmente grave il fatto che Fiat si sia dichiarata non in grado di mantenere l’impegno, assunto nel mese di ottobre scorso, di pagare per intero la tredicesima mensilità ai lavoratori il cui salario è stato già ridotto a causa del loro coinvolgimento in numerose settimane di Cassa integrazione. La riduzione delle retribuzioni percepite nelle ultime mensilità del 2008 comporta, per migliaia di operai del Gruppo, un taglio consistente della tredicesima. Da sottolineare il fatto che, nello stesso tempo, viene confermata la ripartizione agli azionisti dei dividendi, con un esborso di oltre 500 milioni di euro.”

“L’aggravamento del quadro congiunturale, evidente in tutti i settori, rende urgente l’incontro con l’Amministratore delegato, richiesto unitariamente dalle organizzazioni sindacali, per affrontare, oltre alle emergenze, le prospettive future del Gruppo che deve mantenere la propria unità e tutte le realtà produttive già presenti in Italia.”
 

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa
 

Roma, 16 dicembre 2008

 

Comunicato sindacale

 

Oggi si è svolto, presso l’Unione Industriale di Torino, l’incontro di presentazione della piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo del Gruppo Fiat in cui le Organizzazioni Sindacali hanno illustrato i contenuti delle richieste.

L’Azienda ha dichiarato che, stante la grave crisi economica internazionale, non sussistono le condizioni per rinnovare l’accordo sindacale di Gruppo, dando tuttavia disponibilità ad affrontare alcune questioni normative e legate ai temi dell’emergenza produttiva.

La delegazione sindacale ha unitariamente richiesto un incontro con i vertici del Gruppo per affrontare le criticità del momento, le strategie di uscita dalla crisi e le iniziative per salvaguardare i siti produttivi ed occupazione.

Per questo obiettivo le OO. SS. ritengono che il Governo Italiano non può continuare a rimanere estraneo vista l’importanza che ha il settore dell’economia nazionale. In questo senso Fim, Fiom, Uilm e Fismic stanno valutando le opportune iniziative da mettere in campo.

Proprio in questo quadro economico in deterioramento la delegazione sindacale ha chiesto alla Fiat alcune necessarie misure quali:

Verifiche, almeno trimestrali, sull’andamento della congiuntura;

  • Definizione del PDR 2008, da erogarsi nel 2009;

  • A fronte di una ripresa del mercato l’impegno a riassumere, in via prioritaria, i lavoratori con contratti atipici usciti in questo periodo;

  • Un sostegno al reddito dei lavoratori in cassa integrazione a partire dalla prima corresponsione della 13a mensilità.

La Fiat si è riservata di dare una risposta, sia sull’incontro con l’Amministratore Delegato che nei temi sollevati. Sulla base delle risposte dell’azienda e della situazione del settore, Fim, Fiom, Uilm e Fismic si riuniranno per assumere unitariamente le necessarie iniziative.

 

Le Segreterie Nazionali
Fim Fiom Uilm Fismic

 

Torino, 16 dicembre 2008

 

COMUNICATO STAMPA

Maserati. Fiom: "Solidarietà e sostegno al delegato sospeso e alla lotta condotta dai lavoratori dello stabilimento di Modena contro il licenziamento di 112 precari"

La Segreteria nazionale della Fiom-Cgil ha diffuso oggi la seguente dichiarazione.

 

"La Segreteria nazionale della Fiom denuncia l'ennesimo atto di repressione compiuto dalla Fiat Maserati. L'Azienda ha comunicato a un delegato della Rsu una sospensione cautelare. Il provvedimento è motivato con i fatti che sarebbero accaduti durante gli scioperi in corso, nello stabilimento di Modena, contro il licenziamento di 112 lavoratori in somministrazione."

"In questo modo, si vuole colpire un delegato e intimidire tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori che - nel più totale disinteresse dei mezzi di informazione - stanno portando avanti una lotta per la difesa dei più deboli e per affermare concretamente il valore della solidarietà."

"Con questo atto, la Fiat Maserati, invece di aprire un confronto sindacale per una soluzione positiva della vertenza, si assume la responsabilità di inasprire il conflitto sociale in corso."

"La Segreteria nazionale della Fiom esprime la propria solidarietà e il proprio sostegno al delegato oggetto del provvedimento disciplinare, nonché alla lotta condotta dalle lavoratrici e dai lavoratori della Maserati."


Fiom-Cgil/Ufficio Stampa                               Roma, 16 dicembre 2008

 

 

 

Torino, 12 dicembre 2008

 

COMUNICATO STAMPA

 

A TORINO I METALMECCANICI DICONO NO ALLA CRISI E A                   CONFINDUSTRIA

 

Nonostante la crisi i metalmeccanici di Torino sono scesi in piazza. Uno spezzone di diverse migliaia di metalmeccanici, almeno un terzo del corteo sta sfilando dietro lo striscione "non ci licenzierete con i nostri soldi".
Lo sciopero è particolarmente riuscito nelle fabbriche dove la crisi è più contenuta (una settimana di cassa al mese) con percentuali che oscillano tra il 70 e il 90% .
Ma è anche riuscito nelle aziende falcidiate dalla cassa (3 settimane al mese, come allo stabilimento Fiat Mirafiori, unico stabilimento aperto una settimana nel mese di dicembre) In questi casi ci sono state percentuali del 40/ 50 % di partecipazione .

Alleghiamo l'elenco delle aziende più significative coinvolte: Hexagon ex Dea 60%, Johnson Electric 100%, Alpitel 65% Cabind 80% Marelli di Volvera 80%, Marelli Scarico 55%, Itca 98%, Elbi 80%, Teksid Borgaretto 90%, Dytec Chivasso 65%, Alenia Caselle 70%, MIcrotecnica 80%, Turbocare 80%, Officine Rostagno 90%, OMP di Busano 90%, Sata Valperga 75%, IMS Sparano, 65%, Comprensorio di Scarmagno ex Olivetti 65%, Emarc di Chivasso 85%, Bienne di Moncalieri 100%, Romi ex Sandretto 95%, Mahle Valve 95%, piccole e medie dell'alto canavese 80%. Alla Fiat Mirafiori lo sciopero è stato mediamente del 50%.

Anche in tutte le province in Piemonte la media dello sciopero dei metalmeccanici è stata da un minimo del 50% ad un massimo dell'80% In particolare ad Alessandria: la Marcegaglia all'80%, Mecof 80 tra gli operai, Biticino 50%, Cebi 60%, Europa generali 70%. Vercelli la Cerutti 80%, Valvosider 50%, Magliola 50%,Dana Italcardano 70%. Alla Ilva di Racconigi nel comprensorio di Cuneo ha scioperato circa il 50%.
Nel Vco la media è stata del 60/70% con la Bialetti al ‘80/90%, la Lagostina all'85% e la Perucchini all'80%. Biella la media è del 65%, le aziende più significative sono la Kramer al 70%, Bonino 80%, Roy 55%, la media di Asti è del 55% con la Dierre al 40%, Eame al 40%, Impress 80%, Gate 55%.

Il segretario della Fiom cgil di Torino, Giorgio Airaudo ha così dichiarato: "Oggi la gente ci ha dimostrato la necessità di essere rappresentati per ottenere un svolta per la politica del governo, a sostegno dei redditi colpiti dalla crisi, contro il licenziamento dei precari e perché non si perda il patrimonio industriale del paese,concentrando risorse pubbliche sull'innovazione di prodotto nel rispetto dell'ambiente.
Altresi c'è una risposta allo sciopero di oggi ai falchi di Confindustria che speculando sulla crisi vogliono cancellare il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori dalle fabbriche.
Ora si tratta di proseguire l'iniziativa".

Ufficio Stampa Fiom Cgil Torino

 

Sciopero, la Cgil vince la sfida. Rinaldini: «Crisi mai vista»

di Claudio Jampaglia

su Liberazione del 13/12/2008

 

 

Si protesta, si manifesta sotto il diluvio. Della crisi. E il bollettino dice che può solo peggiorare. «Il rischio è uno stato di cassaintegrazione di massa - ha denunciato Gianni Rinaldini, dal palco dello sciopero di Napoli - ci troveremo rapidamente in un dramma sociale di difficile gestione per tutti».

In Campania, per ogni iscritto alla Cgil hanno scioperato tre lavoratori. I metalmeccanici tanti ovunque. E' andata bene...

Nonostante le avverse condizioni, diciamo climatiche... è andata decisamente bene. Sia per gli scioperi sia per la partecipazione alla manifestazione. Ancora una volta si è ripetuta una cosa che si verifica spesso quando fa tornare la parola ai lavoratori: si è andati oltre le aspettative. Segno che i lavoratori in un momento così difficile chiedono risposte. Ed essendo evidente che ci troviamo di fronte a una situazione politica per nulla rassicurante bisogna continuare a mettere in campo il protagonismo dei lavoratori.


Eppure anche oggi Bonanni (Cisl) ripete che lo sciopero è sbagliato. Al "numero due" del Pd, Franceschini, "piange il cuore a vedere il sindacato separato" e propone: "Si proceda verso un unico grande sindacato dei lavoratori, le attuali divisioni tra le tre sigle confederali hanno le radici in una storia che è ormai conclusa e superata". Sono già tutti oltre...

Cosa vuoi che ti dica... A uno gli piange il cuore, all'altro non va bene scioperare se c'è la crisi, come se la crisi la mandasse lo Spirito Santo... Tutte dichiarazioni che parlano d'altro, come accade ormai sempre di più. E non parlano del merito. Anche le forze sindacali evidentemente sono contagiate da una malattia che sembrava tutta politica. Comunque ribadiamo che l'unità sindacale è sempre auspicabile e benvenuta, sulle cose, sulle piattaforme, sugli obiettivi... E' su questo che chiediamo una risposta. Il resto sono chiacchiere e cliché che alimentano solo la distanza della gente dalla politica e dalla partecipazione al sindacato.


Le piattaforme Cisl-Uil e Cgil sono diverse. Da cosa allora riparte il confronto unitario?

La Cisl pochi giorni fa ha fatto un altro accordo separato, assolutamente inaccettabile, con la Confapi (la Confindustria delle piccole e medie aziende, N.d.R.). Le divisioni sono evidenti ed è inutile negarlo visto che gli accordi separati si susseguono. Allora sarebbe salutare prenderne atto e ragionare sulle reali convergenze possibili, sulle questioni singole. E la nostra proposta è che la prima questione sia quella delle regole democratiche: nessuna piattaforma o accordo senza il voto dei lavoratori e delle lavoratrici. Un principio di base della democrazia difficilmente contestabile. Sosteniamolo insieme, anche a livello legislativo.


In piazza abbiamo sentito tra chi manifestava tanta fatica, delusione, amarezza e il senso di un vuoto politico a sinistra e un pieno a destra. Una situazione rischiosa?

Siamo di fronte a una crisi sconosciuta dal dopoguerra in poi. Non ne conosciamo gli esiti. Siamo sicuri solo del grande disagio sociale che causa e purtroppo aumenterà. Questo disagio può andare da tutte la parti e dobbiamo sapere che storicamente porta al "si salvi chi può", alla contrapposizione tra lavoratori, all'egoismo, alla paura. Proprio per questo è decisivo che ci sia una proposta e un punto di aggregazione e di denuncia su una chiara base democratica. Quando si sciopera si informa, si ha coscienza, si discute, si vota. E ne siamo orgogliosi.


La Cgil si trova "isolata" nello sciopero, affronta uno degli attacchi più potenti all'autonomia sindacale, non ha "sponda" istituzionale... Stanno, volenti o nolenti, "fiommizzandosi"?

Mah, non la vedrei così. Anche perché prima degli accordi separati che abbiamo subito come meccanici c'era stata la vicenda del Patto per l'Italia e dell'articolo 18... E in questa fase il primo accordo separato è stato fatto sul commercio... Di sicuro siamo in una fase inedita è il sindacato si trova a un bivio. L'offerta di governo e Confindustria è chiara: subalternità e in cambio gli enti bilaterali, dagli ammortizzatori sociali alla formazione. E la Cgil ha già detto chiaramente che non ci sta perché l'idea snatura il ruolo del sindacato, annulla la sua autonomia e il suo rapporto con i lavoratori. In questo, la somiglianza con la storia recente dei metalmeccanici riguarda la centralità della democrazia, della parola ai lavoratori. Che è decisiva.


E ora "che fare"?

E ora c'è ancora una piattaforma che attende risposte nel merito. Se permarranno le attuali posizioni decideremo ulteriori iniziative. E ancora una volta, ripeto, che per noi il vincolo è la decisione dell'assemblea dei delegati della Fiom. Abbiamo una manifestazione nazionale già decisa e sospesa. Discuteremo se farla a questo punto a febbraio. Segnalo che nel frattempo continuano le iniziative unitarie a livello locale, come quello che è successo alla Maserati a Modena. Di fronte a 120 lavoratori interinali lasciati a casa, tutti i lavoratori sono usciti dall'azienda e sono entrati in sciopero. Questo è il valore dell'unità dei lavoratori. Questa è la strada.


Ma la crisi aiuterà la manovra per ridurre il sindacato ad un'agenzia di servizi attorno al lavoro o sono pazzi a provare a giocare la partita proprio ora?

Dipenderà da noi. Non c'è dubbio che in questa fase ci sia un utilizzo della crisi per definire un assetto generale del paese. E si vede dalla continua riproposizione della discussione sulla struttura contrattuale che non c'entra nulla con i problemi e le emergenze di oggi. Evidentemente la volontà di stringere su questo terreno con accordi separati serve solo a precostituire il nuovo ruolo del sindacato nei prossimi anni, anche in vista dell'uscita dalla crisi. Ma la questione non è solo italiana. La prossima settimana il Parlamento europeo esamina la direttiva sulle 65 ore. Che rapporto ha questo provvedimento con la crisi? Anche qui serve a predefinire e precostituire l'unilateralità assoluta delle aziende sulle prestazioni lavorative, a partire dall'orario di lavoro. E dipenderà da noi se ce la faranno.

FIAT - Altra cassa, si ferma anche la Mito

Tre settimane di lavoro in due mesi a Mirafiori. Fino al 12 gennaio i cancelli dello stabilimento di corso Unione Sovietica si apriranno poco e a singhiozzo. L´azienda ha comunicato una nuova settimana di cassa, dal 24 al 30 novembre, e per la prima volta saranno coinvolti i lavoratori della linea Alfa MiTo. Uno stop dettato dalla crisi generale del mercato. Basta mettere in fila i giorni, tra cassa già annunciata e quella nuova, oltre al lungo fermo per le feste di fine anno, e il conto è fatto: a novembre cinque giorni di lavoro. Fino al 12 gennaio tre settimane.

A Mirafiori linee ferme dal 3 novembre fino a lunedì prossimo (tranne la Mito). Segue una settimana di attività e poi un blocco totale dal 24 al 30. Dal 1 al 7 dicembre rientreranno solo le tute blu della piccola Alfa, circa mille addetti. Gli altri 3.200 torneranno al lavoro il 9 e l´attività non dovrebbe essere sospesa fino al 22 dicembre, giorno di inizio delle ferie di fine anno che termineranno l´11 gennaio.

«La situazione è sempre più preoccupante e per questo sollecito un intervento del governo a sostegno del settore Auto, fondamentale per l´economia italiana» dice Tonino Regazzi, segretario generale della Uilm. Ipotesi sulla quale ha già espresso contrarietà il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, per il quale «non servono incentivi, ma bisogna puntare sul terreno della ricerca e dell´innovazione». Il leader della Fiom, Giorgio Airaudo, pensa soprattutto agli effetti sui lavoratori: «Tre settimane di cassa in due mesi sono un dato molto preoccupante - dice - ormai si rischia di entrare in un circolo vizioso. I consumi sono fermi, le famiglie non possono reggere con la cassa e di sicuro non si riattivano le spese. Serve una maggiore copertura del governo, a livello economico, sugli ammortizzatori sociali per rimettere in moto l´economia. Si è pensato troppo alla crisi finanziaria e troppo poco a quella industriale».
Secondo il segretario della Fim torinese, Claudio Chiarle: «È un ulteriore segnale di una situazione che sta assumendo proporzioni difficili da gestire, se non ci saranno interventi straordinari da parte dell´esecutivo. Quelli attuati appaiono insufficienti». Preoccupato Vittorio De Martino della Fiom di Mirafiori: «Vanno tutelati al meglio i lavoratori, precari compresi, che devono rimanere tutti in fabbrica». Ed anche Maurizio Peverati, numero uno della Uilm, pretende interventi straordinari: «Non possiamo parlare di fulmine a ciel sereno - dice - questa crisi è violenta e non esiste un caso o un problema Fiat. È una questione globale. Il governo se ne faccia carico con misure che possano rimettere in moto il sistema».

Oggi si dovrebbe capire anche quale strada imboccherà la crisi Pininfarina. Nel pomeriggio si terrà il cda dove si analizzeranno i conti dell´ultimo trimestre della Carrozzeria guidata da Paolo Pininfarina e dalla sorella Lorenza. La situazione è difficile. L´esposizione debitoria nei confronti della banche è alta, arriva a sfiorare i 700 milioni di euro, la capitalizzazione è ridotta al minimo e l´aggravarsi della crisi ha ridotto la produzione, tanto che l´azienda ha annunciato un lungo periodo di cassa integrazione per tutti e tre gli stabilimenti, Grugliasco, San Giorgio e Bairo, dove lavorano 1.400 persone. Contesto in cui è complicato trovare un accordo, sotto la regia di Mediobanca, con i quindici istituti, alcuni dei quali vorrebbero trovare il modo di sfilarsi.

L´azienda ha proposto un prestito-convertendo, stile Fiat, ma le banche hanno preso tempo e, dopo un passaggio di bozze e diversi incontri, non è scontato che Paolo Pininfarina e il direttore generale, Silvio Angori, riescano a presentarsi nel cda con un´ipotesi di accordo fatto. Le banche vogliono avere rassicurazioni sul futuro, sul progetto auto elettrica, sulla partecipazione dei nuovi partner individuati da Andrea Pininfarina, in testa il francese Bolloré e l´indiano Tata, e sulla capacità dei manager e della famiglia Pininfarina di portare avanti i piani e far uscire l´azienda dalle difficoltà. Non a caso i sindacati continuano a chiedere agli istituti di non mollare: «Bisogna dare continuità ai progetti aziendali innovativi per sostenere la Pininfarina e l´occupazione - dice Chiarle, segretario della Fim torinese - in una situazione di grave crisi economica».
(Repubblica, 12 novembre 2008)

Manifestazione ad un anno dalla strage Thyssenkrupp

Una grande manifestazione ricorderà il 6 dicembre, a Torino, a un anno dal rogo nello stabilimento Thyssenkrupp, la strage in cui hanno perso la vita sette operai. A organizzarla l'Associazione Legami d'Acciaio, che riunisce gli ex lavoratori della Thyssen e i familiari delle vittime, e la Rete nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Il concentramento sarà davanti alla ex fabbrica, in corso Regina Margherita, da dove partirà un corteo che raggiungerà Palazzo di Giustizia. Gli organizzatori rivolgono «un appello ai sindacati, alle associazioni dei familiari, ai medici e ai giuristi, agli ispettori del lavoro dell'Inps e dell'Inail, ai giornalisti, ai giovani e agli studenti, che in queste settimane stanno difendendo il loro futuro, a partecipare e a sostenere questa manifestazione». Sempre il 6, in un orario diverso dalla manifestazione, la Fiom nazionale organizzerà a Torino un'assemblea nazionale di Rls (delegati alla sicurezza) di tutte le fabbriche metalmeccaniche dove nell'ultimo anno ci sono stati incidenti mortali.